Mobilità condivisa in Veneto per 150 lavoratori, progetto finanziato con 272 mila euro

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La mobilità condivisa in Veneto coinvolgerà inizialmente circa 150 lavoratori nelle aree industriali di Marcon, San Donà e Noventa di Piave.

Un progetto di mobilità condivisa in Veneto coinvolgerà inizialmente circa 150 lavoratori delle aree industriali di Marcon, San Donà di Piave e Noventa di Piave. “Percorsi Comuni – Mobilità condivisa e welfare territoriale” dovrebbe partire indicativamente il 12 ottobre ed è sostenuto dal Programma regionale Veneto FSE+ 2021-2027.

L’iniziativa rientra nel progetto Well-Fare e ha ottenuto un contributo pubblico di 272.466,12 euro, autorizzato con decreto 796 del 3 dicembre 2025. Il tema si collega alle politiche regionali sul trasporto collettivo, tra cui il percorso verso il biglietto unico del trasporto pubblico veneto.

Apindustria Servizi e Confapi Venezia coordinano l’intervento. La piattaforma e l’app di Bus4Fun raccoglieranno le richieste degli utenti e organizzeranno i percorsi in base alla domanda, con l’obiettivo di ridurre il numero di auto utilizzate per raggiungere le aziende e rendere più semplice lo spostamento dei dipendenti.

Mobilità condivisa in Veneto, rete tra imprese e territori

Tra i partner indicati figurano i Comuni interessati, ACTV, la Camera di commercio di Venezia Rovigo, Confapi Veneto, ITS Marco Polo Academy, MAW, SAVE e le organizzazioni sindacali. La rete dovrà mettere in relazione orari di lavoro, necessità delle imprese e disponibilità dei servizi, sperimentando un modello replicabile in altre aree produttive.

Laura Besio, consigliera regionale di Fratelli d’Italia, considera il finanziamento un investimento sul benessere dei lavoratori e sulla sostenibilità. Secondo la sua valutazione, il progetto può ridurre traffico, costi individuali e difficoltà logistiche, soprattutto nei distretti nei quali l’offerta ordinaria non coincide sempre con i turni aziendali.

La fase iniziale servirà a verificare adesione, puntualità e capacità di adattare le corse alle richieste reali. Se i risultati saranno positivi, la mobilità condivisa in Veneto potrà diventare uno strumento di welfare territoriale più ampio, capace di unire politiche del lavoro, trasporto collettivo e obiettivi ambientali senza scaricare l’organizzazione sui singoli dipendenti.