
Una nuova protesi tricuspidale a Padova è stata impiantata per la prima volta in Italia con procedura mini-invasiva: il commento di Eleonora Mosco.
Una nuova protesi tricuspidale a Padova è stata impiantata per la prima volta in Italia dall’Unità di Emodinamica interventistica e Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università. Il dispositivo è destinato anche a pazienti con anatomie complesse e valvole molto dilatate. Informazioni sui servizi e sull’attività clinica sono disponibili sul portale dell’Azienda Ospedale Università Padova.
L’intervento viene eseguito attraverso una vena della gamba, senza apertura del torace. La procedura mini-invasiva amplia le possibilità di cura per persone che, a causa delle condizioni generali o della complessità anatomica, possono non essere candidate alla chirurgia tradizionale. Il risultato si inserisce nel più ampio confronto sugli investimenti e sull’innovazione nella sanità veneta.
A commentare il primato è Eleonora Mosco, vicepresidente del gruppo Stefani Presidente e componente della commissione regionale Sanità. La consigliera attribuisce al risultato un valore che va oltre il singolo caso clinico, perché la nuova tecnologia potrebbe aprire prospettive terapeutiche a pazienti finora difficili da trattare.
Protesi tricuspidale a Padova, il lavoro dell’équipe multidisciplinare
Mosco ha ringraziato il professor Giuseppe Tarantini e l’intera squadra che ha seguito l’intervento. Ha citato cardiologi, specialisti dell’imaging ecocardiografico, anestesisti, tecnici e personale infermieristico, sottolineando come procedure di questo livello dipendano dalla collaborazione di competenze differenti.
La valvola tricuspide regola il passaggio del sangue tra atrio e ventricolo destro. Quando non chiude correttamente può determinare un rigurgito, con conseguenze sulla capacità del cuore di pompare il sangue e sulla qualità della vita. Le opzioni transcatetere sono pensate per ridurre l’impatto dell’intervento e favorire il recupero.
La dichiarazione di Mosco esprime infine vicinanza alla persona sottoposta al trattamento e l’augurio di una pronta ripresa. Il primo impianto della nuova protesi tricuspidale a Padova diventa così un passaggio rilevante per la cardiologia interventistica italiana e un riconoscimento al lavoro clinico e scientifico sviluppato nell’ospedale universitario veneto.






























