Sta montando una grande polemica sulle modifiche al superbonus 110. Abbiamo voluto intervistare sulla questione il decano dei politici vicentini, il senatore Pierantonio Zanettin, sempre disponibile, caso raro, a dare risposte e costantemente attivo sui fronti a cui può dare contributi, riconfermato capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia, incarico a cui somma in questa legislatura anche quello di capogruppo in Commissione per le Politiche europee.

Senatore, cosa sta succedendo?

Pierantonio Zanettin in senato
Pierantonio Zanettin in senato

All’improvviso il Governo nel Consiglio  dei ministri di giovedì scorso ha varato un decreto legge, che modifica la disciplina del superbonus con effetto immediato, riducendolo, per i condomini, dal 110 per cento al 90 per cento.

Gli operatori del settore sono molto preoccupati. In questi giorni sono stato contattato da tantissimi professionisti e imprese,  che mi scongiurano di intervenire per evitare una catastrofe.

 

Forza Italia come la pensa ?

Forza Italia preme perché l’entrata in vigore della nuova disciplina sia quantomeno rinviata. Lo ha richiesto espressamente la nostra capogruppo senatrice Ronzulli.

Il ministro Giorgetti in Commissione Speciale, ad una mia specifica domanda, aveva garantito  che le modifiche già annunciate avrebbero goduto di una adeguata disciplina transitoria.

Sono  quindi rimasto  molto sorpreso della entrata in vigore immediata.

Il ministro Giorgetti critica il superbonus affermando che “mai  si è vista una misura che costasse così tanto a beneficio di così  pochi” 

Certamente il superbonus ha creato una bolla e probabilmente una voragine nei conti dello Stato e doveva essere modificato.

La questione non può però essere ora risolta con la scimitarra, altrimenti si generano caos e gravi danni agli operatori economici.

Occorre un adeguato lasso di tempo perché le Cilas (Comunicazioni Inizio Lavori Asseverate, ndr) dei condomini, che hanno già deliberato, i lavori possano essere presentate agli uffici tecnici.

Certamente il termine del 25 novembre, introdotto dal decreto, è del tutto impraticabile. Sul punto presenteremo un emendamento.

Rimane aperta anche la questione della cedibilità dei crediti. Il ministro Giorgetti ha detto che le cessione dei crediti non è un diritto 

Va risolta certamente anche la questione dei crediti fiscali in pancia a migliaia di aziende. La stessa Associazione Bancaria Italiana è detta preoccupata. Se falliscono le imprese del settore ci saranno licenziamenti a catena e nuove  povertà. Forza Italia formulerà anche su questo tema la sua proposta.

Pare però che la premier Meloni sia contraria a modifiche al decreto.

Il decreto deve essere convertito in parlamento e Forza Italia si farà ascoltare anche questa volta, facendo leva sulla ragionevolezza delle sue proposte. Se bolla speculativa c’è stata, questa va certamente  spenta, ma con gradualità.