
Numerosi pesci sono stati trovati morti oggi nel cuore del “bosco delle risorgive” a Novoledo, nel comune di Villaverla. I tanti passanti, che fin da questa mattina passeggiavano in via Bosco tra natura e acqua di risorgive, si sono trovati davanti a un triste spettacolo di moria di pesci. Alcune persone parlano di “decine di carcasse di trote” che galleggiavano sull’acqua di una roggia nell’area del bosco situato tra Novoledo e Dueville.
La moria di pesci a Novoledo
Siamo andati a verificare l’accaduto sul posto e abbiamo contato cinque pesci morti lungo il tratto di una roggia di risorgiva. Non si tratterebbe tuttavia di trote, secondo un esperto da noi interpellato si distinguerebbe tra i vari pesci un barbo. Il barbo è un eccellente bio-indicatore, ovvero la sua presenza e il suo stato di salute riflettono direttamente le condizioni dell’habitat. Nel pomeriggio poco prima delle 16 è prontamente intervenuta sul luogo anche la Polizia locale di Thiene. Nel frattempo sono in corso delle verifiche da parte dell’ARPAV di Vicenza, (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protez ione Ambientale del Veneto) i cui tecnici, che nel tardo pomeriggio si sono recati nel luogo della moria e perlomeno nelle analisi effettuate in loco su ossigeno e conducibilità non hanno rilevato valori anomali.

Secondo quanto riportato da un passante, nel tratto di ruscello coinvolto sarebbe stato invece avvistato in vita un pesce gatto, “specie – racconta il testimone – tra le più resistenti ad un possibile inquinamento”. Dopo lo scalpore e la sorpresa per un episodio avvenuto in un luogo ritenuto da sempre incontaminato, c’è da verificare dunque se si tratti di un inquinamento ed eventualmente quale possa essere la sua origine.
Il giallo
Il giallo si infittisce ancor di più se si pensa che il rigagnolo, in cui è avvenuta la moria di pesci, ha come unica fonte acqua di risorgiva. Non è, infatti, presente alcuno scarico di abitazioni o aziende nel breve tratto a monte rispetto al luogo in cui abbiamo riscontrato e documentato il fatto, avvenuto qualche decina di metri dall’origine della roggia stessa.

La moria è avvenuta all’esterno dell’oasi protetta delle Risorgive del Bacchiglione, tuttavia all’interno della zona SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e zona ZPS (Zona di Protezione Speciale), quest’ultima in particolare istituita dall’Unione Europea per tutelare e conservare gli uccelli selvatici. Nel ruscello del mistero si notava inoltre, nel tratto successivo alla moria, una maggiore torbidità dell’acqua rispetto alla normale limpidezza caratteristica dell’acqua di risorgiva. Per completezza, c’è da ricordare che l’acqua del ruscello interessato confluisce nella Roggia Fontanone, poi nel Fiume Bacchiglioncello ed infine nel Bacchiglione.
Le domande
Le domande sono molte, le risposte per ora ancora poche, andrà però verificato come e perché quei pesci siano morti. Bisognerà capire soprattutto se l’acqua che affiora dalle risorgive sia o meno contaminata, la situazione si fa ancora più delicata se si pensa che la vicina Dueville è sprovvista di acquedotto e che a poco più di un chilometro a nord-est rispetto alla moria di pesci si trovano i pozzi dell’acquedotto di Padova.







































