
Risolto il giallo della moria di pesci avvenuta lo scorso 13 giugno in un ruscello del bosco delle Risorgive del Bacchiglione. Il fatto, che aveva creato non poco scalpore tra i passanti, si è risolto a quasi un mese di distanza, con una certezza: non si trattava di inquinamento.
Riavvolgendo la vicenda: era un sabato di metà giugno, quando nel cuore del “bosco delle risorgive” a Novoledo, frazione di Villaverla, vennero rinvenute, lungo un rigagnolo, numerose carcasse di pesci di dimensioni notevoli, probabilmente barbi. Chi passeggiava in via Bosco tra natura e acqua di risorgive si era trovato davanti a un episodio di moria di pesci inedito per quel luogo, considerato incontaminato.

Giunta anche la Polizia locale di Thiene, erano state avviate verifiche da parte di ARPAV. L’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto recatasi nel luogo non aveva individuato anomalie nelle analisi effettuate, ipotizzando dunque che qualcuno avesse portato i pesci lì da un altro luogo. Ora possiamo dire che il fatto era avvenuto proprio così.
Un bel gesto all’origine della moria di pesci
Secondo quanto emerge, un signore dai nobili intenti avrebbe visto numerosi pesci in alcune pozzanghere del Torrente Igna, che in quei giorni era praticamente in secca. Il Torrente si trova a poca distanza dal luogo in cui sono stati rinvenuti i pesci morti, per cui questo signore avrebbe deciso di raccoglierli e trasportarli nel vicino ruscello, dove l’acqua non mancava, essendo proveniente dalle risorgive.

I pesci, probabilmente già in condizioni disperate a causa della poca acqua rimasta nell’Igna, e trovandosi in condizioni diverse dall’habita naturale, non sono sopravvissuti a lungo. L’acqua di risorgiva infatti ha la peculiarità di avere una temperatura costante molto bassa tra i 10° e i 13°C, si tratta dunque di un microclima notevolmente differente da quello di un torrente, come l’Igna.
I timori di un inquinamento sono stati fortunatamente scongiurati in un luogo, come quello del bosco delle Risorgive del Bacchiglione, caratterizzato dalla presenza di acqua cristallina in quantità e soprattutto di qualità. Proprio noi di Vipiù abbiamo realizzato recentemente un lungo approfondimento sulla storia di questa preziosa area, situata tra i comuni di Dueville, Villaverla e Caldogno.

Si conclude dunque con un lieto fine il “giallo delle risorgive”, la speranza è quella di continuare a preservare questa fragile area, una delle poche zone verdi caratterizzate da un’importante biodiversità, nel nostro sempre più cementificato e inquinato vicentino.



































