Morti sul lavoro, 595 vittime in sette mesi: Veneto secondo per decessi durante l’attività

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morti sul lavoro nel 2026

Alla vigilia della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, l’Osservatorio Vega diffonde i dati dei primi sette mesi del 2026. Gli stranieri e gli over 65 risultano le categorie con l’incidenza più elevata.

I morti sul lavoro nel 2026 sono stati 595 tra gennaio e luglio: 430 durante l’attività e 165 nel tragitto casa-lavoro. I dati sono stati elaborati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega in vista della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, promossa dall’Anmil per domenica 11 ottobre.

Il totale è leggermente inferiore alle 607 vittime dello stesso periodo del 2025. I decessi avvenuti durante il lavoro diminuiscono di sette unità e quelli in itinere di cinque. Secondo l’Osservatorio, la riduzione non modifica un quadro che resta critico, anche perché le denunce complessive di infortunio sono salite del 5,3%, raggiungendo quota 368.085.

La sicurezza nei luoghi di lavoro interessa direttamente anche il Veneto ed è al centro degli approfondimenti pubblicati da ViPiù nella sezione dedicata agli incidenti sul lavoro. Con 44 vittime durante l’attività, il Veneto è secondo in valore assoluto dopo la Lombardia, che ne conta 66, e precede Campania con 41, Sicilia con 35 ed Emilia-Romagna con 34.

Morti sul lavoro nel 2026, rischio più alto per stranieri e over 65

L’incidenza media nazionale è di 17,8 decessi ogni milione di occupati. Calabria, Sicilia, Campania, Liguria e Puglia si trovano nella fascia rossa dell’elaborazione Vega, cioè oltre il 125% della media nazionale. Il Veneto è in fascia arancione, insieme a Trentino-Alto Adige, Molise e Toscana.

Tra gli over 65 l’incidenza raggiunge 55,4 decessi ogni milione di occupati. Seguono la fascia tra 55 e 64 anni, con 27,3, e quella tra 15 e 24 anni, con 21,9. In termini assoluti, la fascia 55-64 anni registra 153 delle 430 vittime avvenute durante l’attività.

Le vittime straniere sono 169 su 595: 121 durante il lavoro e 48 in itinere. L’incidenza è di 46,8 morti ogni milione di occupati stranieri, contro 14,4 tra gli italiani. Le 368.085 denunce di infortunio comprendono 79.633 casi riguardanti lavoratori stranieri. Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio, indica formazione, informazione e consapevolezza dei rischi come punti centrali della prevenzione richiamata dalla giornata nazionale.