Musaba, a Mammola in Calabria il parco museo di Nik Spatari e Hiske Maas

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Il Musaba a Mammola, Reggio Calabria. Veduta aerea

C’è un luogo in Calabria nel quale si respira arte. È un museo, ma non come siamo abituati a pensarlo e a viverlo. È il Musaba, un parco che è anche museo e laboratorio d’arte. La sigla sta per Museo Santa BArbara, poiché sorge in località Santa Barbara di Mammola, in Calabria.

Qui, sull’omonimo promontorio già sede di un complesso monastico bizantino, anch’esso “Di Santa Barbara”, ha preso vita nel corso degli anni il progetto di due artisti, coppia nella vita e nell’opera: Nik Spatari e Hiske Maas.

Dove siamo – Mammola è un comune della Locride, in provincia di Reggio Calabria e parte del territorio amministrativo dell’attuale città Metropolitana di Reggio Calabria. Il borgo, abitato da meno di 2500 abitanti, è appollaiato sulle falde di una catena montuosa che fronteggia il Mar Jonio, lasciandosi però alle spalle l’Aspromonte e le Serre calabresi.

Il suo insediamento è sorto sulle rovine di una colonia greca, Malèa, per poi stabilizzarsi come villaggio permanente intorno al X secolo d.C.

In epoca contemporanea, narra una storia comune a molti altri centri della Punta dello Stivale: si viveva di pastorizia e, grazie alla ricchezza di corsi d’acqua, di agricoltura fin che si è potuto. Poi, come spesso accaduto a queste latitudini, si è emigrati in massa nel resto d’Italia e nel Mondo.

Tra i luoghi di interesse di questo paesino calabrese c’è il monastero di Santa Barbara, come dicevamo, ormai ex. Gli edifici che ospitavano originariamente i monaci dell’Ordine basiliano, certosino e cistercense in seguito, sorgono su un appezzamento di terreno della superficie approssimativa di sette ettari sui quali crescono da tempo molte piante, soprattutto ulivi e agrumi.

Qui, inoltre sono stati effettuati degli scavi archeologici da parte della locale sovrintendenza, che hanno riportato alla luce una necropoli del IX-VIII secolo a.C. e, sovrapposto, un insediamento greco del V-IV secolo a.C..

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Nik Spatari e Hiske Maas, ideatori del Musaba a Mammola (foto: Italiani.it)

Nik Spatari – Mammola, nell’aprile del 1929 ha dato i natali a Nicodemo Spatari, sin da piccolissimo artista fatto, anche a dispetto del trauma che all’età di 11 anni lo privò dell’udito. Da autodidatta si cimentò con pittura, scultura e architettura, elementi sempre mescolati nelle sue opere.

Facendosi sempre più conoscere come “Nik”, negli Anni ’50 lasciò la Calabria e l’Italia per accrescere le sue competenze, infilandosi anche lui in quel flusso migratorio di compaesani che si allontanavano dalla terra natia per lavoro e sopravvivenza.

Si stabilì in Svizzera, a Losanna, e verso la fine di quel decennio si fece notare esponendo alla Biennale di Venezia del 1958. Sono gli anni in cui elabora uno stile personalissimo, definito prismatismo.

Ma soprattutto, fu il periodo nel quale Incontrò Hiske Maas, anch’ella artista e collezionista olandese. I due si sposarono poco tempo dopo a Parigi, dove intanto si erano trasferiti, lavoravano e risiedevano.

Gli anni parigini sono fondamentali nella crescita di Nik Spatari, grazie alle collaborazioni con lo studio di Le Corbusier e agli incontri con Jean Cocteau, Picasso e Max Ernst. Verso la metà degli Anni ’60, la coppia di artisti sceglie di stabilirsi a Milano e di fondare la galleria d’arte Studio Hiske, a Brera.

Verso la fine degli Anni ’70 la decisione di tornare in Calabria con un progetto grandioso in testa.

Il Musaba a Mammola – Siamo arrivati al 1969: gli americani e i russi vanno e vengono dallo spazio mentre la guerra in Vietnam infuria come non mai, in Italia esplodono bome e Nik Spatari e Hiske Maas, in Calabria, avviano il progetto Musaba: Parco museo Santa Barbara a Mammola.

I due artisti sono fortemente affascinati dai resti del monastero e da tutto quanto circonda il promontorio di Santa Barbara. L’area non è servita da acqua ed elettricità, ma il sogno è più forte di difficoltà come questa. Attorno a loro si radunano alcuni volontari locali e partono i lavori per il recupero dell’area sulla quale sorgeranno le opere site specific di Nik e Hiske. Il monastero diventa museo, l’ex stazione ferroviaria di Santa Barbara, un laboratorio di sperimentazioni artistiche. Il rudere della chiesa di Santa Barbara ospiterà Il sogno di Giacobbe, spettacolare affresco tridimensionale, una delle opere più intense di Spatari.

Nell’arco di circa 50 anni vengo realizzati nel parco anche una foresteria per accogliere il soggiorno di artisti e viaggiatori, oltre all’ultima grande opera di Spatari e Maas: la Rosa dei Venti, che è stata ultimata nel 2013.

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Sogno di Giacobbe, Nik Spatari, presso Musaba a Mammola (foto: Musaba.org)

Il Musaba oggi – Nik Spatari è scomparso il 25 agosto del 2020, all’età di 91 anni. Il Musaba a Mammola  è il lascito suo e di Hiske Maas, oltre che luogo che in definitiva narra anche di una storia di amore.

Quello tra i due artefici del progetto, ma anche quello verso un pezzo di Calabria, in una esemplare storia di migrazione di ritorno per lasciare un segno tangibile in una terra difficile, oltre che un monito di bellezza intesa come riscatto sociale.