Musk farà tornare Trump su Twitter

Elon Musk e Twitter
Elon Musk e Twitter

Per molti osservatori sarebbe stata una delle prime mosse che l’imprenditore sudafricano avrebbe attuato all’indomani dell’acquisizione da 44 miliardi di dollari di Twitter: Elon Musk ha recentemente confermato la sua volontà di ripristinare l’account pubblico dell’ex presidente statunitense Donald Trump, sospeso per incitamento alla violenza relativo all’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.

Musk ha successivamente dichiarato che, qualora la sua offerta di acquisto sarà confermata dagli enti regolatori statunitensi, le politiche di controllo dei contenuti di Twitter verranno significativamente alleggerite in nome di una maggior democratizzazione della piattaforma. Come ribadito dall’imprenditore in una conferenza organizzata martedì scorso, la decisione di sospendere permanentemente l’account di Donald Trump sarebbe “moralmente sbagliata e stupida” in quanto censure di questo tipo “riducono la fiducia” nei confronti di Twitter stesso.

Il tycoon newyorkese, da parte sua, ha reagito alla notizia ribadendo la sua intenzione di non tornare sui social media che lo hanno oscurato, preferendo promuoversi unicamente attraverso la piattaforma di sua proprietà, Truth Social.

Seppur non sia stato ancora delineato un piano strategico concreto riguardo al potenziale cambio di proprietà di Twitter, la filosofia di Musk sembra propendere per una liberalizzazione generale dell’agorà social fondato nel 2007.

La gestione dei contenuti in primis e la libertà di espressione poi saranno trattate anche tramite l’eliminazione di bot pubblicitari, l’arginamento di presunte influenze politiche indirette e la condivisione pubblica dell’algoritmo che ne regola il funzionamento.

Sempre a detta dell’imprenditore CEO di Tesla e SpaceX, la democratizzazione non si tradurrà nella creazione di una zona franca dove tutto sarà concesso, ma si limiterà la moderazione del contenuto nei soli termini legalmente concessi o tramite sospensioni temporanee di “tweet che si considerino scorretti e distruttivi”. Non sono stati ancora specificati però gli strumenti e i criteri che verranno utilizzati per determinare la pericolosità dei suddetti messaggi.

Fonte The Vision