No Vax come gli ebrei e Vaticano in rosso? I primi liberi a casa loro, il secondo di buttar soldi ma non i nostri!

I rischi della libertà
I rischi della libertà
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Ieri, dopo tanto tempo in cui sono stato preso da tante cose, di cui riferirò ai nostri legatissimi lettori, ho scritto delle vendite ancora in corso di sue ex prestigiose ma invendute (poco vendibili?) filiali da parte di Banca d’Italia per ricordare come nel 2014 la BPVi di Gianni Zonin & c., vigilata dall’Istituto centrale, le bonificò nove milioni e trecentomila euro (300.000 più della base d’asta senza concorrenti dopo altre aste andate a vuoto, per poi non farci nulla dell’investimento (controllato nella sua ragionevolezza da Via Nazionale?) ora finito in pancia al Gruppo Bain Capital che a metà, si suppone, del suo valore ha acquistato dalla liquidazione tutti gli immobili della defunta Popolare vicentina.

Oggi, nel mio tentativo di recupero di opinioni e notizie su fatti di cui, da tempo, mi ripromettevo di scrivere, volevo parlare delle ipotesi sulla futura gestione di palazzo Thiene, che l’attuale amministrazione Rucco ha avuto il merito di conservare alla città, rilevandolo proprio dal gruppo Bain Capital, oppure di un’idea, di sicuro provocatoria, su una nuova banca del nord est una volta “uccise” da mala gestione (BPVi, come sentenziato, anche se ancora solo in primo grado, dal tribunale di Vicenza che ha inflitto in totale 24 anni e nove mesi di carcere a parte del gruppo di imputati “capitanati” all’ex presidente) o da, non troppo, oscuri disegni del sistema finanziario italiano ed europeo per quanto riguarda Veneto Banca (per ora è una, non solo nostra, documentata opinione).

Ma, mentre mi accingevo a scrivere di uno dei due temi, sono stato colpito da alcuni  servizi sulle reti nazionali su due casi:

Di fronte a questi due “fatti” non riesco a non scrivere queste due opinioni (soluzioni?) tutte personali e, diranno i miei “amici” benpensanti, irriverenti:

  • se i No Vax anti Green Pass (quanti sono su 60 milioni di italiani?) non vogliono vaccinarsi evitino pure il tentato sterminio denunciato anche oggi a Roma, persino davanti al figlio di un medico morto per curare i primi malati, che i “non vaccinati=ebrei” negano siano esistiti come pure negano che quel medico (come tanti altri insieme ad altri sanitari) sia morto di covid, in un modo semplicissimo: non si vaccinino ma si chiudano nelle loro case per non mettere a rischio decine di milioni di italiani, che vogliono lavorare, divertirsi e, in una parola, vivere in sicurezza. E, soprattutto, se dovessero sentirsi male, magari con sintomi che i medici “folli” assocerebbero al covid, non chiedano l’intervento di ambulanze tanto, lo dicono loro, questo virus non esiste e, se moriranno, chi di loro sopravviverà potrà sempre tenerli in… vita sostenendo che non sono morti…
  • se il Vaticano (per chiarezza i suoi potenti e non i credenti, a volte, però, così creduloni da riempire le sue casse di oboli il cui uso non è da loro controllato) perde tutti quei soldi (i 66 milioni per pagare le eminenze che gli fanno perdere altre centinaia di milioni di euro e vivono da sceicchi?) perché lo Stato deve ancora finanziarlo con denari suoi (cioè dei cittadini), con le tasse non pagate per l’Imu (miliardi di euro) di immobili commerciali (anche l’Europa lo ha stabilito e allora perché non facciamo anche in questo caso “quello che l’Europa ci chiede!”?) e con l’8 per mille dei fedeli fin troppo fiduciosi?

Sono un provocatore?

Forse sì ma anche no!

Sono per la libertà dei No Vax di non vaccinarsi, ma da auto rinchiusi, per non mettere a rischio gli altri, quelli che potrebbero far finta di morire.

sono per la libertà del Vaticano di spendere e dissipare tutto quello che vuole ma senza attingere soldi dalle casse del nostro Stato repubblicano, che, per covare storicamente nel suo seno l’unica grande monarchia assoluta esistente, ha già pagato tanti danni morali da non doverli ora sommare anche a danni economici che alimenterebbero anche, peccato mortale!, la crescente eresia in atto tra le mura vaticane che nega nei fatti un assunto base del cattolicesimo: la povertà e l’onestà come valori imprescindibili.

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