Non autosufficienza, Luisetto (Pd): «Dal Consiglio Veneto una mozione di facciata»

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non autosufficienza in Veneto

La consigliera regionale vicentina del Partito democratico contesta il testo approvato dalla maggioranza e chiede impegni finanziari verificabili.

La non autosufficienza in Veneto torna nel confronto politico dopo l’approvazione di una mozione da parte del Consiglio regionale. Chiara Luisetto, consigliera vicentina del Partito democratico, definisce il provvedimento “di facciata” e sostiene che non introduca impegni concreti per persone fragili e famiglie. Gli atti dell’assemblea possono essere consultati sul portale del Consiglio regionale del Veneto.

Secondo Luisetto, il testo approvato dalla maggioranza riconosce il problema ma evita di indicare risorse, tempi e strumenti attuativi. La consigliera lega la propria critica alla necessità di sostenere assistenza domiciliare, servizi territoriali e caregiver, evitando che il peso economico e organizzativo ricada quasi interamente sulle famiglie.

Il tema è già presente nell’agenda regionale e nazionale, anche attraverso il dibattito sulle misure per caregiver e persone non autosufficienti. La posizione del gruppo Pd insiste sulla trasformazione degli indirizzi politici in prestazioni esigibili e uniformi.

Non autosufficienza in Veneto, la richiesta di prestazioni garantite

Nella nota viene richiamato il fondo nazionale, indicato in diminuzione da 982 a 934 milioni di euro. Luisetto considera questo dato incompatibile con l’aumento dei bisogni legato all’invecchiamento della popolazione e alla crescita delle situazioni di dipendenza grave. La sua richiesta è che i sostegni essenziali siano coperti dal Servizio sanitario nazionale e inseriti con chiarezza nei livelli essenziali di assistenza.

La consigliera chiede inoltre che la Regione non si limiti a sollecitare interventi generici a Roma, ma definisca una programmazione propria, con finanziamenti stabili, personale adeguato e integrazione tra sanità e servizi sociali. Per il Pd, il punto decisivo è garantire continuità assistenziale senza differenze determinate dal Comune di residenza o dalla capacità economica del nucleo familiare.

La polemica sulla non autosufficienza in Veneto apre quindi una verifica sui prossimi atti di bilancio. Saranno stanziamenti e provvedimenti applicativi, più delle mozioni, a mostrare se alle dichiarazioni seguiranno servizi aggiuntivi, tempi più rapidi e un sostegno effettivo alle persone e a chi se ne prende cura ogni giorno.