Pagamenti in contanti, Lovat e Corazzari commentano il voto del Consiglio Veneto

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pagamenti in contanti

Dopo l’approvazione del progetto di legge statale, i due consiglieri rivendicano il valore del contante accanto agli strumenti digitali.

Sui pagamenti in contanti arrivano le reazioni di Davide Lovat e Cristiano Corazzari dopo il voto del Consiglio regionale del Veneto. Entrambi sostengono la proposta diretta al Parlamento, pur mettendo in evidenza aspetti differenti: la libertà di scelta per Lovat, l’equilibrio tra innovazione, riservatezza e resilienza per Corazzari. Gli atti sono disponibili sul sito del Consiglio Veneto.

Il punto di partenza è la notizia dell’approvazione della proposta sui pagamenti in contanti, che mira a modificare l’articolo 1277 del Codice civile. Il voto regionale non cambia direttamente le regole vigenti: apre un’iniziativa legislativa statale che dovrà essere esaminata dal Parlamento.

Lovat, tra i promotori del testo, presenta il risultato come una difesa dell’autonomia dei cittadini. A suo giudizio, la crescita delle transazioni elettroniche non deve trasformarsi nell’eliminazione di uno strumento legale, immediato e accessibile anche a chi ha meno familiarità con carte, applicazioni o servizi bancari.

Pagamenti in contanti, le reazioni di Lovat e Corazzari

Nel commento di Lovat il contante assume anche un valore sociale: permette di concludere acquisti senza dispositivi, connessioni o intermediari e tutela le persone anziane o in condizioni di fragilità digitale. Il consigliere insiste sul carattere complementare delle modalità di pagamento, senza negare l’utilità delle tecnologie.

Corazzari concentra invece l’attenzione sulla libertà personale, sulla privacy e sulla capacità del sistema di funzionare durante interruzioni informatiche o energetiche. La tracciabilità elettronica, osserva, produce dati sulle abitudini individuali; mantenere un’alternativa fisica rappresenterebbe quindi una garanzia contro dipendenze tecnologiche assolute e situazioni di emergenza.

Le due posizioni convergono sulla coesistenza tra denaro fisico e digitale. Il successivo confronto nazionale dovrà misurarsi con limiti antiriciclaggio, contrasto all’evasione, costi di gestione e inclusione finanziaria. Il dibattito sui pagamenti in contanti non riguarda dunque un ritorno al passato, ma la definizione di quali possibilità debbano restare disponibili ai cittadini in un’economia sempre più digitale.