“Occhi sul mondo”: Ohio vota contro innalzamento percentuale per cambiare leggi (anti aborto), Usa frenano su acquisti tech ma non rompono con la Cina

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Ohio vota contro l'Issue 1 (nella foto AP Photo/Jay LaPrete Dreida Reese)
Ohio vota contro l'Issue 1 (nella foto AP Photo/Jay LaPrete Dreida Reese)

Ohio ha votato contro l’innalzamento della percentuale per cambiare le leggi. Si è da poco conclusa la votazione in Ohio sulla “Issue 1”, una proposta del Partito Repubblicano. Se fosse stata approvata, la modifica della Costituzione dello Stato avrebbe richiesto il 60% dei voti a favore, non più il 50%. Nonostante lo Stato sia in mano ai Repubblicani, secondo le stime del New York Times, il 57% ha votato contro l’emendamento, con oltre 3 milioni di elettori. 

Anche in Kansas e in Kentucky sono conservatori, ma il referendum non è passato neanche lì. Ciò perché lo hanno proposto in funzione della campagna contro l’aborto, ma non solo. Diversi elettori intervistati hanno sottolineato che solo nove mesi prima, i legislatori repubblicani avevano messo fuori legge praticamente tutte le elezioni di agosto, sostenendo che erano troppo costose e che troppo pochi elettori si sono presentati a votare. Hanno poi invertito la rotta quando è diventato chiaro che l’emendamento sui diritti di aborto era sulla strada della votazione. L’hanno voluto fermare prima che fosse troppo tardi. Se la modifica fosse andata in porto, una proposta di modifica sarebbe stata complicata: dei 71 progetti solo 19 hanno superato più del 50%.

Propaganda repubblicana. I Repubblicani hanno preso l’occasione al volo e, senza neanche troppo nasconderlo, puntavano sugli antiabortisti per approvare la legge. Effettivamente, il maggior “contribuente” per la campagna mediatica costruita dai conservatori è stata l’organizzazione no profit Susan B. Anthony Pro-Life America che dal 1993 sostiene i politici antiaborto. Nonostante la propaganda, la votazione di novembre si prospetta a favore dell’interruzione della gravidanza. Kelly Copeland, direttrice esecutiva dell’associazione Pro-choice locale, dichiara: “Hanno visto i sondaggi in Ohio che mostrano che il 58 o 59% dei cittadini dello Stato sostiene questo emendamento e quindi cercavano di renderlo fuori portata”.

Non essendo più una legge federale, la legge sull’aborto dipende dai singoli Stati. Attualmente in Ohio la norma è stata sospesa per un ricorso legale, in caso contrario si potrebbe procedere con l’interruzione della gravidanza entro un massimo di 6 settimane dal concepimento. Se la pratica diventasse illegale, le conseguenze ricadrebbero anche su Kentucky e West Virginia, dove l’accesso alla procedura è già stato bloccato. Perciò il Presidente Biden la definisce come una vittoria per la democrazia e le donne.

Immagine che ritrae il Presidente Biden ed il Presidente Xi Jinping
Immagine che ritrae il Presidente Biden ed il Presidente Xi Jinping

Restrizioni commerciali per la Cina. Washington ha imposto alla Cina dei limiti alle acquisizioni di tecnologie e imprese americane. Il Presidente Biden, preoccupato per la sicurezza nazionale, ha vietato gli investimenti nei tre settori più avanzati: semiconduttori di ultima generazione, intelligenza artificiale e quantum computing. Poiché gli Usa incidono solo per il 5% sugli investimenti tech cinesi la Casa Bianca ha chiesto anche al gruppo del G7 di partecipare a questo “embargo” tecnologico anche se per i Repubblicani sono “restrizioni blande e tardive”.

Benché il momento non fosse dei migliori per il calo di produzione cinese, Biden non vuole, comunque, rischiare di congelare i rapporti con il gigante asiatico. Già lo scorso anno, con le restrizioni per i microchip, si bloccò il dialogo tra i due colossi mondiali. Per non fare lo stesso errore, Antony Blinken, il Segretario di Stato, e Janet Yellen, Segretaria al Tesoro Usa, sono andati a Pechino. In tal modo, stanno cercando di trovare un equilibrio geopolitico che mantenga le comunicazioni tra i Paesi aperte.


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