Operazione Compago, Per una Grande Vicenza: “La Storia si ripete”

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Operazione affaire Compago e trattativa Agsm Aim empasse acquisizione
Compago e trattativa Agsm Aim (nella foto sede veronese)

Operazione Compago: anche a Vicenza si registrano reazioni politiche dopo la richiesta di dimissioni di componenti di vertice del Cda di Agsm da parte del sindaco di Verona.

Come è noto da alcuni giorni, Damiano Tommasi ha inviato al presidente di Agsm-Aim Stefano Casali e alla consigliera di amministrazione Francesca Vanzo la richiesta di dimissioni dalle cariche.

Nel capoluogo berico, si registra un duro commento da parte dei consiglieri comunali del Gruppo Per una Grande Vicenza.

Oggi – dicono -, la storia si sta ripetendo: al Centrodestra era stata affidata una realtà che in 10 anni di amministrazione di centrosinistra si era risollevata ed era diventata un fiore all’occhiello della città, con utili di oltre 11 milioni di euro.

Ma in appena un anno e mezzo il Centrodestra l’ha smembrata e poi ceduta in pasto ai politici veronesi in una forma di umiliante subalternità.

A far saltare il coperchio al pentolone di Lega e Fratelli d’Italia su Agsm Aim è stato l’acquisto di Compago, società commerciale di energia e gas di Milano, valutata una cifra esorbitante, che le opposizioni di Vicenza, e Grande Vicenza in particolare, hanno fin da agosto scorso smascherato e di cui hanno chiesto conto ad uno sfuggente e reticente sindaco Rucco, che ora vorrebbe accreditarsi come colui che sta fermando l’operazione.

E così, presidente e consiglieri di amministrazione di Agsm Aim Spa si sono lanciati da qualche settimana in una deplorevole guerra intestina, in un vergognoso gioco allo scaricabarile delle responsabilità, che sta portando sulle nostre bollette nuove parcelle milionarie di avvocati e consulenti.

Il tutto nascondendosi dietro il dito di equivoci procedurali e accuse reciproche, di rivelazioni alla stampa di verbali e di documenti riservati atte a confutare la tesi dell’avversario. Gli ingredienti della disputa sono gravissimi e scandalosi: affidamenti diretti milionari senza gara e oltre le proprie competenze, operazioni approvate all’unanimità salvo poi nascondere la manina quando abbiamo smascherato la manovra di acquisizione, deleghe revocate e divieti incrociati.

La revoca di alcuni amministratori è ancora un gioco politico: tutti sapevano tutti hanno avvallato un’operazione disastrosa che avrebbe creato non pochi problemi all’azienda. Il CDA ha dato il via libera, l’Amministratore Delegato ha proposto e portato avanti l’iniziativa. Non ci sono assenti giustificati.

Ce n’è abbastanza per rinnovare e ribadire in modo ultimativo la nostra richiesta ai due soci di Agsm Aim, i comuni di Verona e Vicenza che rappresentano i cittadini di due capoluoghi importanti del Veneto: azzerate quanto prima tutto il Consiglio di amministrazione della Capogruppo, perché tutti i suoi membri sono corresponsabili, a vario titolo, di uno spettacolo indecoroso, di un danno economico e d’immagine ancora difficili da calcolare, ma certamente esorbitanti, di uno stallo gravissimo per l’azienda che ancora fatica ad uscire dalla palude della fusione. E si metta mano ad un Cda completamente rinnovato, scelto sulla base di competenze riconosciute e non di appartenenze politiche: i cittadini già pagano bollette salate, la politica non deve ulteriormente appesantirle a causa di operazioni infauste o gestione della cosa pubblica a vantaggio di pochi”, chiude la nota firmata dai consiglieri Otello Dalla Rosa, Alessandra Marobin, Cristiano Spiller e Raffaele Colombara.