TAV Vicenza Est, M5S: «L’Opzione Zero è nostra, RFI ascolti il territorio»

23
Opzione Zero TAV Vicenza, manifestazione contro il progetto ferroviario
Tav a Vicenza e Opzione Zero

Il Movimento 5 Stelle di Vicenza rivendica la proposta dell’Opzione Zero per il nodo ferroviario a est e sostiene la contrarietà del sindaco allo scavalco di Settecà.

L’Opzione Zero TAV Vicenza torna al centro del confronto politico dopo le dichiarazioni del sindaco Giacomo Possamai e la risposta di RFI sul tracciato a est della città. Il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle accoglie favorevolmente il no del primo cittadino allo scavalco di Settecà e chiede a Rete Ferroviaria Italiana di ascoltare le richieste del territorio.

La presa di posizione arriva come commento autonomo agli ultimi sviluppi del terzo lotto Vicenza-Padova, già ricostruiti da ViPiù nell’articolo sulla risposta del commissario e la richiesta di Possamai sulla soluzione zero. Il M5S ricorda di aver sostenuto la proposta già il 2 febbraio, quando indicò il mantenimento dell’attuale configurazione per circa 3,5 chilometri, dal bivio Schio-Treviso al confine comunale.

Secondo il gruppo cittadino, rinunciare al raddoppio in quel tratto sarebbe la strada per evitare al quadrante orientale impatti ambientali e cantieri analoghi a quelli che interessano la parte ovest. La formazione politica interpreta quindi la posizione più recente del sindaco come una conferma della linea sostenuta nei mesi scorsi.

Opzione Zero TAV Vicenza, la richiesta del gruppo territoriale

«Siamo veramente felici che il sindaco ci abbia seguito su questa strada: ora non si può più arretrare», afferma Giovanni Glorioso, rappresentante del gruppo territoriale M5S. Per Glorioso, la risposta con cui RFI ha confermato lo scavalco in superficie a Settecà è «irricevibile», perché il territorio non dovrebbe subire decisioni capaci di incidere in modo definitivo sui quartieri a est.

Il Movimento 5 Stelle annuncia che continuerà a seguire l’iter e a sostenere la valutazione dell’Opzione Zero nei piani infrastrutturali. Chiede inoltre che le risorse disponibili siano indirizzate alla cura dei quartieri e alla mobilità sostenibile. La questione resta dunque aperta sia sul piano tecnico sia su quello politico, con il confronto fra Comune, RFI e forze cittadine destinato a proseguire.