
Novità sul fronte del terzo lotto TAV, probabilmente non quelle che la città di Vicenza avrebbe auspicato.
Il commissario straordinario Aldo Isi (amministratore delegato e direttore generaleRFI) ha inviato ieri una lettera indirizzata al sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai; a Elisabetta Pellegrini, Struttura tecnica di missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’Alta sorveglianza; al presidente della Regione, Alberto Stefani; a Enrico Maria Puija, Dipartimento dei Trasporti nazionale e a Carla Alessi, Direzione Generale per il Trasporto e le Infrastrutture Ferroviarie.
Morale: RFI ribadisce la volontà di proseguire con la soluzione 1, ovvero il passaggio in superficie con scavalco del montone a Settecà. La missiva risponde dunque alla lettera di richiesta di chiarimenti inviata dal sindaco in data 30 giugno.
Inoltre, il commissario straordinario fornisce una valutazione dello Studio di Fattibilità del 2014, escludendo di fatto la Soluzione 2014 con scavalco a Grumolo delle Abbadesse per “criticità idrauliche” – soluzione portata avanti tuttora dai Comitati Settecà e Pro-Galleria a Vicenza Est -.
Possamai: “Una lettera evasiva”
Il sindaco ha riportato la notizia della lettera in un punto stampa convocato in data odierna, evidenziando come si tratti di risposte totalmente evasive, anche se RFI sostiene nuovamente la preferenza per la prima soluzione, su cui intende procedere.
Il primo cittadino ribadisce il poco apprezzamento per le modalità utilizzate nelle comunicazioni – anche per la precedente inviata fuori orario in un venerdì di giugno -, oltre a evidenziare alcune carenze della missiva.
Perlomeno, finalmente è stata inviata l’analisi multicriteria più volte sollecitata, anche se nella lettera viene detto che la stessa era stata già presentata in Commissione Territorio. Il sindaco evidenzia come non si tratti della stessa, perché l’analisi multicriteria presentata in precedenza era quella del 2025 fatta da Iricav 2, non quella inviata ieri da Rfi.
Un altro punto battuto dal sindaco è il fatto che nella risposta viene esclusa l’opzione zero come se dovesse essere applicata all’intero terzo lotto, mentre, in realtà, la richiesta del Comune è quella di realizzarla nel tratto stazione di Vicenza-Vicenza est.
Infine, nel documento Isi conferma la disponibilità a “verificare la compatibilità dell’Opera con gli obiettivi di tutela e conservazione dei siti” Unesco; ma il Ministero della Cultura ha richiesto un’analisi preventiva degli impatti della Tav.
La stoccata a Rucco
In prima battuta, comunque, Possamai ha tenuto a precisare (per chiudere una partita di polemiche aperta proprio in questa calda estate) che Rfi nella lettera ribadisce che il percorso di sviluppo progettuale del terzo lotto “è iniziato dalla fine del 2020”; un percorso che è stato “più volte illustrato nel corso dei numerosi incontri istituzionali con la Regione del Veneto, Provincia di Vicenza, Camera di Commercio/Confindustria, Commissione Territorio del Comune di Vicenza, e pubblici, per conto del Comune di Vicenza, svoltisi a partire dal 2021”.
Viene citato, in particolare, un incontro del novembre 2021 presso la Regione a Mestre, in cui Rfi e Italferr presentavano gli esiti dello studio di fattibilità e le motivazioni dello spostamento dello scavalco. “Non c’è bisogno che io dica chi era sindaco allora” chiosa Possamai.
Le prossime mosse dell’Amministrazione sul terzo lotto
Fermo restando che non esiste ancora un progetto perché mancano totalmente i quattrini anche solo per farlo – elemento non da poco rivelato dal consigliere comunale Angelo Tonello nel consiglio comunale di luglio -, questo fattore, secondo il sindaco, è positivo, perché significa che la partita è ancora aperta sul terreno delle possibili soluzioni per il terzo lotto.
Possamai ha annunciato che, in tutte le occasioni in cui il Comune verrà chiamato a esprimersi, lui ribadirà un parere negativo sullo scavalco a Settecà. Ed auspicando un’unione del territorio anche in vista delle prossime elezioni politiche, il sindaco chiederà a tutti i candidati vicentini al Parlamento una presa di responsabilità e un impegno per evitare l’applicazione della soluzione 1.
In prima battuta, però, quello che il Comune vuole è un’analisi dati alla mano del perché la soluzione zero non si possa attuare; se davvero quest’opzione verrà esclusa, il primo cittadino andrà a proporre le soluzioni che evitano lo scavalco a Settecà, ovvero l’interramento oppure la Soluzione 2014.










































