Ospedale di Santorso, inaugurata risonanza magnetica con 3 Tesla da 2 milioni di euro

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È stata presentata ufficialmente lunedì mattina, alla presenza dell’Assessore regionale alla Sanità e ai Servizi Socio-Sanitari Manuela Lanzarin e dei vertici dell’ULSS 7 Pedemontana, la nuova risonanza magnetica 3 Tesla installata all’ospedale di Santorso, che diventa così il primo e al momento unico ospedale non hub in Veneto a disporre di un’apparecchiatura diagnostica di questo livello.

Frutto di un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro (considerando l’acquisto e gli interventi strutturali per la sua installazione), la nuova risonanza sostituisce quella a basso campo in precedenza presso il Boldrini di Thiene ed è stata collocata all’interno della Radiologia di Santorso, di fronte alla risonanza da 1,5 Tesla già presente, in un’area nella quale il progetto dell’ospedale aveva già previsto la possibilità di installare in futuro una seconda apparecchiatura.

«Proprio la disponibilità di questo spazio predisposto è stato l’elemento decisivo per la scelta di collocare la nuova apparecchiatura a Santorso – sottolinea il Direttore Generale Carlo Bramezza -, perché installare una risonanza all’interno di un ospedale, dove non è stata prevista, è un lavoro estremamente complesso e oneroso per la necessità di garantire la sicurezza di operatori e pazienti dai fortissimi campi magnetici che vengono sviluppati. Voglio sottolineare però che questa non è la risonanza magnetica “di Santorso”, ma di tutta l’Azienda, perché sarà messa a disposizione di tutti i nostri pazienti per eseguire esami all’avanguardia che attualmente non possiamo condurre, e questo dunque ci consentirà di ridurre le necessità di spostamento dei nostri pazienti e la mobilità passiva verso altre ULSS».

L’apparecchiatura installata è dotata della tecnologia più avanzata oggi esistente

«La nuova risonanza da 3 Tesla – spiega il dott. Calogero Cicero, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Radiologia di Bassano e direttore facente funzione dell’analoga struttura di Santorso – si caratterizza di fatto per una potenza doppia rispetto alle apparecchiature fino a oggi in uso e questo sul piano diagnostico si traduce in una maggiore risoluzione spaziale e contrasto delle immagini, dunque con un livello di dettaglio altrimenti impossibile da raggiungere. Questo è un requisito essenziale che d’ora in avanti ci consentirà di svolgere nella nostra Azienda anche esami avanzati per lo studio dell’encefalo, della prostata e del cuore, oltre che risonanze mammarie, riuscendo ad identificare meglio ad esempio le placche della sclerosi multipla o tumori prostatici e mammari».

Oltre alla “potenza” (ma tecnicamente sarebbe più corretto parlare di capacità di induzione magnetica), tra i punti di forza della nuova apparecchiatura vi sono anche alcune tecnologie e software innovativi, compreso un sistema basato sull’intelligenza artificiale che consente alla macchina di “adattarsi” alle caratteristiche anatomiche del paziente, permettendo una maggiore rapidità nell’acquisizione dell’esame compensando gli artefatti da movimento e migliorando così la qualità d’immagine.

Intelligenza Artificiale

Sempre l’Intelligenza Artificiale permette anche di semplificare e minimizzare le interazioni dell’operatore con la macchina, per rendere l’esame ancora più rapido, fluido e soprattutto riproducibile: proprio quest’ultimo aspetto ha un impatto diretto non solo sulla semplificazione del lavoro per l’operatore, ma anche sul piano clinico, perché la standardizzazione è un punto chiave per eseguire esami e relativi follow-up affidabili e comparabili, ad esempio in caso di malattie neurodegenerative quali Alzheimer e sclerosi multipla.

Per rendere più agevole e rapida l’esecuzione degli esami, inoltre, speciali sensori integrati nel lettino rilevano automaticamente lo schema respiratorio del paziente e aiutano l’operatore ad analizzare la capacità del soggetto di trattenere il respiro e selezionare quindi la strategia più efficace per portare a termine l’esame senza doverlo ripetere, permettendo l’esecuzione dell’esame anche per i pazienti poco collaboranti.

Questi contenuti tecnologici di altissimo livello saranno a disposizione delle più diverse specialità: adatta a tutte le indagini diagnostiche, la nuova risonanza magnetica è particolarmente performante negli esami di prostata multiparametrica, mammella e addome superiore permettendo l’acquisizione di esami veloci e ad alta risoluzione spaziale, per riuscire a distinguere anche le più piccole strutture.

Molto significativi sono anche i vantaggi per cardiologia e la neurologia: nel la prima la diagnosi e il monitoraggio, ad esempio, della vitalità miocardica, delle patologie dell’aorta e delle cardiopatie congenite; in ambito neurologico grazie alla capacità di acquisire immagini straordinariamente nitide e ad alta risoluzione del cervello e della colonna vertebrale.

Inoltre, la nuova tecnologia, grazie ad un range di scansione di 205 cm, permette esami multi distretto o esami complessi su tutto il corpo con una qualità di immagine superiore e priva di artefatti.

Particolari attenzioni sono state poste anche al comfort dei pazienti: l’acquisizione di immagini ultra-silenziose e più rapide, l’illuminazione led multicolore, la ventilazione all’interno del gantry, le bobine leggere, e la possibilità di specchi per osservare al di fuori del tunnel aumentano il comfort del paziente e riducono la sensazione di claustrofobia.

Questo rende il sistema particolarmente adatto anche per i pazienti pediatrici, claustrofobici o ansiosi in quanto è possibile l’esecuzione di molti esami facendo entrare il paziente di piedi, quindi senza dover entrare con la testa all’interno del tunnel, grazie alla compattezza del magnete e ad un elevato diametro di 70 cm, che può accogliere anche pazienti con grave obesità.

Allo stesso tempo, grazie alla potenza superiore la nuova risonanza magnetica sarà anche in grado di svolgere gli esami in tempi più rapidi in ospedale rispetto alla precedente risonanza: «Questo – conclude il dott. Cicero – ci consentirà aumentare del 30% il numero di esami che possiamo eseguire, con evidenti benefici anche sulle liste di attesa».