Leggo sul GdV di oggi (qui la notizia su VicenzaPiù) – scrive il consigliere comunale Ciro Asproso – che l’Amministrazione comunale intende incrementare le risorse economiche per la sorveglianza, la manutenzione e la pulizia dei parchi cittadini, garantendo anche l’introduzione degli addetti alla sorveglianza.

La figura del custode non è certo una novità, per i nati all’epoca del baby boom era del tutto normale la presenza fissa di un guardiano all’interno dei parchi gioco. Ben riconoscibile, tra l’altro, per l’immancabile berretto a visiera. Il rapporto che s’instaurava tra noi ragazzi e questi rappresentanti del mondo degli adulti era, a volte complice, altre volte conflittuale, ma pur sempre rassicurante. Dunque, in questo caso, ben vengano i “gilet gialli”, purché si evitino i consueti proclami sulle politiche securitarie e sulle ordinanze anti-degrado che di risultati, come s’è visto, ne hanno dati ben pochi.

La pur deprecabile e ingiustificata aggressione ai danni del giornalista Valentino Gonzato, quantomeno, ha ottenuto il risultato di accendere un cono di luce su un mondo di persone emarginate e senza speranza, che ci vivono accanto quotidianamente, eppure risultano invisibili non solo a molti vicentini, ma alle stesse Istituzioni che dovrebbero farsene carico.

Dall’entrata in vigore del provvedimento su immigrazione e asilo, meglio noto come Decreto Salvini, decine di persone sono state espulse dai centri di accoglienza e mandate per strada nonostante vi siano posti liberi e già finanziati. Questo è un grave danno per gli stranieri che meritano un titolo di protezione umanitaria e per gli stessi italiani, che pagano le tasse e che si aspetto un maggior controllo del territorio, ma sono condannati a vivere in un eterno presente emergenziale. Per motivi di bassa cucina elettorale il tema dell’immigrazione viene gestito come fosse un grande “parcheggio senza via d’uscita” con costi economici e sociali elevatissimi che ricadono direttamente sui Comuni.

La politica è l’arte del vivere insieme e a chi governa, spetta il compito di trovare soluzioni per il bene comune, non di istigare all’odio e allo scontro sociale. Per agire bisogna prima conoscere ed è per questo che ritengo importante ottenere i dati sullo stato dell’immigrazione.