Partecipazione al lavoro, Cisl lancia campagna di raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare

510
partecipazione al lavoro
Gianfranco Refosco, segretario generale Cisl Veneto firma per la proposta di legge partecipazione al lavoro

Una legge per promuovere e potenziare la partecipazione al lavoro di lavoratori e lavoratrici nella gestione delle aziende, strumento non solo di democrazia ma anche di relazioni industriali innovative. È l’impegno di Cisl, che in questi giorni ha dato avvio anche in Veneto alla capillare campagna di raccolta firme per sostenere la propria proposta di legge di iniziativa popolare.

“Si vuole provare a superare l’attuale grave frammentazione del lavoro: non ci sono scorciatoie per risolverla, se non dando più valore al lavoro e ai lavoratori. E lo snodo vero è appunto la partecipazione, unico elemento che permette di dare riconoscimento, dignità e qualità al lavoro”, spiega Gianfranco Refosco, segretario generale di Cisl Veneto. “E ancora la nostra proposta ambisce a innovare le relazioni sociali e industriali apportando beneficio all’intera organizzazione, non solo ai suoi lavoratori.

Perché una maggiore partecipazione, lo dicono anche le più recenti indagini, migliora il clima aziendale e rafforza il senso di appartenenza, aumenta la produttività e la competitività dell’impresa, contribuisce a orientare le scelte imprenditoriali verso la sostenibilità sociale, fa crescere pure la capacità attrattiva nel mercato del lavoro”.

Ma non da ultimo – aggiunge Refosco –, dando più peso e potere ai lavoratori nei luoghi di lavoro si compie un passo fondamentale verso la democrazia, perché si dà attuazione all’art. 46 della Costituzione italiana che riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”.

Diventata tema di dibattito pubblico già da quando Cisl ne fece lo scorso aprile il primo annuncio, dopo averla depositata alla Corte di Cassazione di Roma, l’iniziativa sulla partecipazione al lavoro procede dunque nel suo percorso concreto: da questi giorni è infatti possibile anche per tutti i cittadini veneti iscritti nelle liste elettorali partecipare firmando a sostegno della proposta in tutte le sedi Cisl e nelle sedi comunali, nonché nelle occasioni di presidio sul territorio (mercati, manifestazioni,…).

Quattro le modalità di partecipazione dei lavoratori indicate nella proposta di legge cislina con le relative soluzioni contrattuali, ciascuna portatrice di diversi e specifici benefici per i lavoratori e per l’impresa stessa.

La partecipazione gestionale, che prevede l’ingresso nei consigli di amministrazione e di sorveglianza di rappresentanti dei lavoratori, compartecipando alle scelte strategiche delle proprie aziende: oltre a garantire salari dignitosi, permetterebbe di contrastare forme contrattuali precarie, part-time involontari, scelte di appalti al ribasso di asset produttivi. La partecipazione finanziaria, che si declina in incentivi alla distribuzione degli utili ai dipendenti, ma anche in possibilità di accesso dei lavoratori al possesso di azioni o di quote di proprietà dell’impresa (su base volontaria), strumenti che permetterebbero di migliorare la redistribuzione dei risultati aziendali e di incidere sugli orientamenti aziendali generali. E ancora la partecipazione organizzativa (con meccanismi premianti per le aziende che la favoriranno), tramite commissioni paritetiche che definiscono piani di miglioramento e innovazione dei prodotti e dei processi produttivi, ma anche dell’organizzazione del lavoro, strumenti che contribuirebbero anche a combattere la piaga degli infortuni e delle malattie professionali; infine la partecipazione consultiva, che istituirebbe un diritto dei lavoratori e delle loro rappresentanze a essere consultati preventivamente in merito alle principali scelte aziendali, e ad esempio potrebbe prevenire le riorganizzazioni aziendali con destrutturazione di catene di produzione del valore e la conseguente compressione dei diritti dei lavoratori.

Proprio per i suoi effetti positivi vi sono anche in Veneto aziende in cui già da tempo i lavoratori partecipano attivamente alle scelte strategiche e decisionali della vita delle imprese, e non solo, e le esperienze virtuose si fanno sempre più numerose. Dall’azienda multinazionale vicentina Manfrotto-Videndum nel cui accordo integrativo aziendale 2018-2020 è stato inserito un Comitato strategico partecipativo, che prevede la comunicazione delle strategie aziendali a un componente di parte sindacale, e un Sistema di valutazione delle competenze con un bilancio delle competenze trasversali attraverso una commissione di valutazione. Poi il Gruppo Banca Etica, con sede a Padova, che ha indicato nel proprio “Regolamento dei portatori di valore” il diritto di tutti i soci e le socie di partecipare all’Assemblea delle persone socie lavoratrici, assemblea che elegge inoltre un Coordinamento dei soci lavoratori. E ancora Luxottica di Belluno, azienda leader nel settore dell’occhialeria, dove la partecipazione azionaria dei lavoratori è stata disciplinata nella contrattazione di secondo livello, dopo essere stata introdotta in via sperimentale dall’azienda nell’anno di anniversario (2011), aggiungendosi ai già presenti sistemi di informazione e consultazione dei lavoratori, agli strumenti di partecipazione organizzativa, ai gruppi di “alto livello” che accedono a informazioni sulle scelte strategiche aziendali e all’accordo sul welfare aziendale. Infine il caso veronese della Cooperativa Fonderia Dante (CFD), esempio eccellente di workers buyout (wbo), meccanismo attraverso il quale i lavoratori di un’impresa, di fronte per lo più a crisi aziendali, si costituiscono in cooperativa acquisendo la società preesistente: è quanto accaduto per CFD nel 2017, quando 62 ex dipendenti dell’azienda Ferroli diventarono soci fondando la nuova cooperativa attraverso il conferimento nel capitale sociale della propria Naspi e allora l’affitto di un ramo d’azienda.