Pfas a Scuola per promuovere la cittadinanza attiva in tutto il Veneto e con particolare attenzione alle province di Vicenza, Verona e Padova, maggiormente interessate dal fenomeno di inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche.

Torna per il quinto anno consecutivo tra i banchi il progetto “One health, salutee pratiche di cittadinanza attiva nella terra dei Pfas“, a cura del Gruppo Educativo Zero Pfas del Veneto.

Abbiamo chiesto maggiori ragguagli a Donata Albiero, coordinatrice del gruppo educativo Zero Pfas del Veneto.

A quali scuole è rivolto il vostro progetto? “Dedichiamo la nostra attenzione alle scuole secondarie di primo e secondo grado di tutto il Veneto, seppur privilegiando le tre province contaminate dai Pfas, ovvero Vicenza, Verona e Padova. Tuttavia – aggiunge – su invito delle scuole stesse siamo andati anche a Venezia e Treviso. Sono 25 le scuole finora incontrate, tra cui diverse per più anni consecutivi”.

Come si sviluppa il vostro progetto per portare la conoscenza dei Pfas a scuola? “Il progetto consta di 4 step nel corso dell’anno e prevede un apprendimento attivo utilizzando le metodologie della classe capovolta e dell’insegnamento tra pari.

Dall’incontro con i nostri esperti al confronto finale – spiega Donata Albiero – ci sono alcuni mesi di attività autonoma condotta dalla scuola per un percorso di cittadinanza attiva.
Parliamo di salute e di Pfas per collegare le due questioni all’epoca in cui viviamo, caratterizzata da cambiamenti di proporzioni enormi e senza precedenti. Ci confrontiamo con i ragazzi su grandi questioni ambientali ed esistenziali che riguardano tutti: l’aggressione alla salute, la violenza contro la natura, il cambiamento climatico, la violazione dei diritti umani, tra cui quello del diritto all’acqua non inquinata, la platea di inquinati Pfas coinvolgente almeno trecentocinquantamila persone nel Veneto occidentale”.
Cosa è l’approccio One Health? “Alle istanze di cui prima rispondiamo con una visione olistica: una percezione della vita in cui natura e società sono integrate e la salute è una sola. Nell’epoca dell’arroganza tecnologica, abbiamo più che mai bisogno di sviluppare un pensiero connettivo che sappia ricondurci a una visione sistemica e ridimensionare il ruolo che ci siamo autoassegnati sul Pianeta. È lo strumento fondamentale, noi riteniamo, per affrontare la crisi ambientale che stiamo vivendo. Ed è uno strumento che solo l’educazione può fornire”, sostiene la coordinatrice del gruppo educativo Zero Pfas del Veneto.
Come vi interfacciate con i giovai che incontrate? “Interloquiamo con una generazione tradita che scopre un modo diverso di confrontarsi con la realtà. Costruiamo con loro nuovi percorsi esistenziali in cui la linfa della ribellione emerge dal sopravvenire della conoscenza e della consapevolezza.
Puntiamo al cambio di paradigma culturale: dare un senso compiuto alla società in cui viviamo creando una connessione tra noi, gli altri e l’ambiente di cui tutti facciamo parte, dare in altre parole un senso ecologico alla nostra esistenza, one health appunto.
Ricordiamo ai ragazzi che nessuno si salva da solo. Il confronto, la condivisione, il mettere in comune moltiplica e fa più belle le cose, dando speranza di risultati. E noi riponiamo la nostra speranza sui ragazzi che effettuano il progetto per aggregare altri compagni, altri giovani nella visione di un mondo migliore”, conclude Donata Albiero.