Sei migranti, tra cui tre bambini, sono stati trovati morti ieri a bordo di un barcone alla deriva, poi giunto nel porto di Pozzallo, in Sicilia. Ne ha dato notizia l’Unhcr, l’agenzia dell’Onu che si occupa dei richiedenti asilo. Le vittime, i bambini avevano circa un anno, due anni e 12 anni, sono probabilmente morte di fame e di sete. Le alte tre vittime sono donne.

 “Accogliamo con profondo sgomento questa nuova tragedia che vede ancora una volta i bambini vittime dell’indifferenza – dichiara Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e per garantire loro un futuro -.

Chi scappa da conflitti, violenze e povertà estreme, come questi sei migranti morti e gli altri compagni di viaggio, non può continuare a perdere la vita nel Mediterraneo. Rinnoviamo ancora una volta l’appello alle istituzioni italiane e dei Paesi europei per la creazione di un sistema strutturato e coordinato di ricerca e soccorso in mare e per l’attivazione di canali sicuri e legali di accesso.

Inoltre, è necessario garantire che le navi che operano nel Mar Mediterraneo, anche mercantili o di organizzazioni non governative, non incontrino alcun ostacolo quando soccorrono e sbarcano le persone in difficoltà”.

Save the Children, nell’ambito del suo impegno in frontiera a sostegno dei bambini con le famiglie e dei minori soli che arrivano via mare, in collaborazione con Unicef, è presente all’hotspot di Pozzallo per l’assistenza e la protezione dei sopravvissuti.