
L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra interviene sull’udienza preliminare a Vicenza e chiede trasparenza sulla gestione delle terre di scavo.
I PFAS nella Pedemontana tornano al centro del confronto politico dopo l’intervento di Cristina Guarda sulla vicenda della contaminazione da PFBA collegata ai cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta. L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra richiama i dati dell’istruttoria e chiede alla Regione di chiarire responsabilità e controlli. Informazioni istituzionali sul monitoraggio ambientale sono disponibili sul sito di ARPAV.
Guarda parla di diciotto persone coinvolte nel procedimento giudiziario e di circa tre milioni di metri cubi di terre di scavo sotto osservazione. Il materiale, secondo la ricostruzione citata nella nota, proverrebbe dai lavori nelle gallerie di Malo e Sant’Urbano e sarebbe stato conferito in diversi siti del Vicentino. Il tema si inserisce nel più ampio dibattito seguito da ViPiù sulla presenza di PFBA e sulle richieste di chiarezza del territorio.
L’eurodeputata collega la vicenda locale anche allo studio europeo che, riferisce, avrebbe rilevato TFA nel sangue di tutti i partecipanti. Il suo punto politico è che la tutela dell’acqua, del suolo e della salute non possa essere subordinata ai tempi dell’opera o agli interessi economici connessi ai lavori.
PFAS nella Pedemontana, le domande sui controlli
Guarda chiede come sia stato possibile movimentare e depositare materiale potenzialmente contaminato in numerosi siti prima che cittadini, comitati e amministratori riuscissero a ottenere informazioni complete. Nella sua dichiarazione riconosce il ruolo svolto da CoVePA, associazioni ambientaliste e cittadinanza attiva nel sollecitare accessi agli atti e verifiche.
La presa di posizione non anticipa le conclusioni della magistratura, ma porta l’attenzione sulle scelte amministrative e sui sistemi di prevenzione. L’udienza preliminare in corso a Vicenza dovrà definire il percorso giudiziario, mentre sul piano politico resta aperta la richiesta di una ricostruzione pubblica dei controlli effettuati, delle destinazioni delle terre e delle eventuali misure di sicurezza adottate.
Per Guarda, il caso dei PFAS nella Pedemontana impone di superare distinzioni dettate dalla convenienza tra sostanze considerate più o meno problematiche. La priorità, conclude, deve essere la protezione delle comunità e delle risorse idriche del Vicentino.































