PFV e Lago di Fimon, Guarda (EV): “I nostri emendamenti a tutela del lago e di tutte le aree utili alla riproduzione di tante specie“

Tutela del Lago di Fimon e Piano Faunistico Venatorio
Tutela del Lago di Fimon e Piano Faunistico Venatorio: l'azione di Cristina Guarda (EV)

“Dagli amministratori locali alle associazioni, il nuovo Piano Faunistico Venatorio (PFV) non può ignorare un appello che trasversalmente giunge dal territorio“: così inizia la nota sulla tutela del Lago di Fimon della Consigliera regionale di Europa verde, Cristina Guarda essendo iniziato in Consiglio regionale del Veneto la maratona per l’approvazione del nuovo PFV.

Sul tema interviene la Consigliera regionale di Europa verde, Cristina Guarda: “Il Veneto si trova nel bel mezzo di uno dei più importanti corridoi utilizzati dagli uccelli migratori in Europa, un fattore che rende peculiare il nostro territorio e che incrementa il livello di responsabilità che dovremmo assumerci nella salvaguardia di tutte quelle specie che attraversano il Veneto. Da qui il ruolo essenziale di oasi o di aree protette, come il Lago di Fimon, così necessarie alla riproduzione di molti specie di uccelli e non solo. Il nuovo Piano Faunistico Venatorio non può sottovalutare l’importanza delle aree destinate al ristoro e alla riproduzione della fauna. Nel Vicentino Fimon costituisce un importante esempio di zone di notevole rilievo ambientale, ma non è l’unico. La Regione dovrebbe includere tutte queste zone al fine di superare la drammatica carenza nella nostra provincia di Oasi o aree di ripopolamento e cattura. Gli emendamenti proposti da Europa Verde vanno nella direzione di quanto espresso da: amministratori, associazioni e cittadini sul lago di Fimon e su tante altre zone. Non possiamo consentire che si possa sparare in riva al lago a discapito anche della sicurezza degli abitanti o dei turisti. Chiediamo al Consiglio regionale di assumersi con noi un impegno esplicito verso il lago di Fimon, l’Area Berica, la zona Vegre a Caldogno, il lungo Astico a Lupia, le risorgive del Bacchiglione, le Rotte del Guà nella Valle dell’Agno e le Poscole a Castelgomberto perché dalla salvaguardia di queste aree possiamo trarre tutti beneficio. “