
Nel 2025 vivono in povertà assoluta 1,14 milioni di bambini e adolescenti. Save the Children chiede mense e spazi educativi come priorità di bilancio.
La povertà minorile in Italia coinvolge un minore su otto. Save the Children legge nei dati Istat relativi al 2025 una condizione che riguarda 1,14 milioni di bambini e adolescenti, pari al 12,5 per cento. Le statistiche ufficiali sulla povertà sono pubblicate dall’Istat.
Il dato migliora rispetto agli 1,28 milioni del 2024, ma l’organizzazione parla di una ferita sociale strutturale. L’incidenza è più alta nel Mezzogiorno, dove raggiunge il 15,2 per cento, mentre al Centro scende al 10,7. Tra le famiglie con minori la quota in povertà assoluta è dell’11,2 per cento.
L’allarme si collega agli effetti già segnalati dell’inflazione sulla povertà minorile e sulle opportunità educative, perché le spese incomprimibili riducono risorse per sport, cultura, libri e socialità.
Povertà minorile in Italia, le richieste per la legge di bilancio
Save the Children chiede che il contrasto all’esclusione dei minori diventi un asse stabile delle politiche pubbliche. Tra le misure indicate ci sono sostegni alle famiglie con figli, occupazione femminile e potenziamento dei servizi educativi fin dalla prima infanzia.
Una priorità è la mensa scolastica per tutti gli alunni della primaria, gratuita per chi vive in povertà. Oggi, secondo l’organizzazione, poco più di sei bambini su dieci usufruiscono del servizio. Vengono richiesti anche spazi socioeducativi pubblici e gratuiti, aperti nei pomeriggi, nei fine settimana e durante l’estate nelle aree più fragili.
Le famiglie composte soltanto da cittadini stranieri registrano un’incidenza del 31,4 per cento, contro il 7,8 di quelle composte soltanto da italiani. Queste differenze mostrano perché la povertà minorile in Italia non possa essere affrontata con interventi occasionali: servono continuità, accesso ai servizi e misure capaci di interrompere la trasmissione delle disuguaglianze tra generazioni.






























