
Popolari per il Veneto interviene sui pre-appuntamenti nella sanità veneta e chiede dati trasparenti, agende sempre aperte e un piano straordinario per il personale.
I pre-appuntamenti nella sanità veneta finiscono al centro di una presa di posizione di Popolari per il Veneto. Il movimento sostiene che le richieste registrate senza una data effettiva di visita possano rendere meno leggibili i tempi reali di accesso alle prestazioni. Il quadro ufficiale dei servizi è consultabile sul portale Sanità della Regione Veneto.
Secondo la nota, al cittadino verrebbe talvolta comunicato che sarà ricontattato in seguito, senza ricevere subito giorno e ora della prestazione. Per Popolari per il Veneto questo meccanismo rischia di spostare fuori dalle statistiche una parte delle persone ancora in attesa e di produrre una rappresentazione incompleta del problema.
Il movimento collega la questione alle cosiddette agende sospese, cioè ai periodi nei quali alcune prenotazioni non sono disponibili. Sul personale sanitario ViPiù ha recentemente riportato anche l’allarme nazionale su medici in fuga dal Servizio sanitario nazionale, un fenomeno che incide sulla capacità di garantire visite ed esami nei tempi previsti.
Pre-appuntamenti nella sanità veneta: le richieste
La richiesta principale è che i dati pubblici comprendano tutte le domande presentate, incluse quelle prive di appuntamento definitivo. In questo modo, afferma la formazione politica, sarebbe possibile misurare il tempo che intercorre tra la prima richiesta del cittadino e l’erogazione effettiva della prestazione.
Popolari per il Veneto chiede inoltre di impedire la chiusura delle agende e di assicurare un percorso di prenotazione chiaro anche quando le disponibilità immediate sono esaurite. L’obiettivo dichiarato è evitare che la difficoltà organizzativa ricada sulle persone, costrette a richiamare più volte o a rivolgersi al privato.
Nella presa di posizione compare anche la proposta di un piano straordinario per il personale. Senza medici, infermieri, tecnici e amministrativi in numero adeguato, sottolinea il movimento, gli interventi puramente organizzativi non sarebbero sufficienti a ridurre in modo stabile le liste.
La questione riguarda direttamente il diritto di accesso alle cure e la trasparenza dei risultati. Indicatori omogenei e verificabili permetterebbero ai cittadini di capire quanto attendono davvero e alle aziende sanitarie di individuare le aree nelle quali servono risorse o una diversa programmazione.
Quella di Popolari per il Veneto è una posizione politica, non un accertamento tecnico sui sistemi regionali. La richiesta avanzata è però precisa: pubblicare il numero complessivo delle domande, conteggiare dal primo contatto e garantire che nessuna lista venga sottratta alla misurazione perché ancora priva di una data.




































