Prima il silenzio: una riflessione sul suono e la sua assenza al Teatro Olimpico di Vicenza

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Teatro Olimpico di Vicenza
Silvia Chiesa by Davide Cerati

Venerdì 7 giugno 2024 le Settimane Musicali portano sul palco del Teatro Olimpico di Vicenza un programma originale con autori e brani non abituali, a partire dalla famosa non-composizione 4’33’’ di John Cage, per proseguire con l’unica sonata per violino e pianoforte di Richard Strauss e Dmítrij Shostakovich nella singolare versione per trio con pianoforte e percussioni 

John Cage diceva che «la musica è in primo luogo nel mondo che ci circonda, in una macchina per scrivere o nel battito del cuore e soprattutto nei silenzi». Simbolicamente al centro delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico, giunte all’ultima delle tre edizioni sotto l’insegna del motto pasoliniano “Prima il silenzio, poi il suono, o la parola”, l’opera di Cage dal titolo 4’33’’ sarà la provocatoria apertura del concerto di venerdì 7 giugno ore 20.45 al Teatro Olimpico di Venezia.

L’appuntamento, che intreccia originalmente stili e contesti compositivi, vede in scena Sonig Tchakerian violino, Silvia Chiesa violoncello, Maurizio Baglini pianoforte, e Saverio Tasca, Christian Del Bianco e Vittorio Ponti alle percussioni, impegnati a guidare il pubblico tra le ricchezze espressive della Sonata in mi bemolle maggiore op. 18 per violino e pianoforte di Richard Strauss e della Sinfonia n. 15 in la maggiore op. 141 di Dmítrij Shostakovich nella trascrizione di Viktor Derevianko per trio con pianoforte e percussioni.

Prima il silenzio

“Prima il silenzio” è il titolo scelto per l’originale programma musicale della serata che apre ad una riflessione sulla natura del suono e sulla sua assenza, che non è mai assoluta. John Cage dedicò parte della propria carriera all’indagare il concetto di silenzio e di rumore. Famosissima la sua provocatoria non-composizione dal titolo 4’33” a cui gli spettatori avranno la fortuna di assistere e di farne parte attiva, che ha creato grande scandalo fin dalla sua prima esecuzione: il musicista è sul palcoscenico con il suo strumento, ma non suona nulla. Nelle intenzioni dell’autore l’attenzione va all’apparente silenzio, pieno dei suoni che circondano la nostra quotidianità e ai quali non si presta più attenzione. 

Il Teatro Olimpico di Vicenza è luogo ideale per entrare nella logica di Cage: il teatro coperto più antico del mondo, prezioso scrigno insospettabile dall’esterno, è in realtà immerso nell’ambiente che lo circonda; spazio interno ed esterno sono divisi da sottili pareti e normalmente il mondo sonoro esterno è attenuato o eliminato dal mondo sonoro creato all’interno. In questi quattro minuti e trentatré secondi di silenzio si compie l’esperienza percettiva, sempre diversa e imprevedibile, che il compositore americano vuol far compiere agli spettatori.

Il programma della serata prosegue con l’ascolto della musica come la sperimentiamo comunemente, ma con autori e brani non abituali. A partire dalla Sonata in mi bemolle maggiore op. 18 per violino e pianoforte che chiude la serie delle composizioni giovanili di Richard Strauss, la sua unica sonata per questo organico. Segue la Sinfonia n. 15 in la maggiore op. 141 di Dmítrij Shostakovich nella singolare versione per trio con pianoforte e percussioni realizzata dal pianista Viktor Derevianko. Sul palco il violino di Sonig Tchakerian, il violoncello di Silvia Chiesa, il pianoforte e la celesta di Maurizio Baglini e le molte percussioni di Saverio Tasca, Christian Del Bianco e Vittorio Ponti: triangolo, campanelli, castagnetti, timpani, tamburo, tom tom, tam-tam, legno, flagello, piatti, cassa, silofono, vibrafono