Primarie Pd, gli appelli del giovane Tonello e dell’esperto Rolando: “rifondazione classe dirigente”

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Domenica 3 marzo tutti i cittadini di centrosinistra possono votare (di seguito lo schema con tutte le istruzioni) per le primarie del Partito Democratico, dopo quelle riservate agli iscritti al partito del mese scorso (nel video l’appello in un minuto di Romano Prodi).

Abbiamo raccolto le riflessioni e gli appelli al voto del giovane Angelo Tonello, Segretario del Circolo PD 7 “ai Ferrovieri” e del più esperto Consigliere comunale Giovanni Rolando, anche coordinatore Retedem Veneto.

“Il Partito Democratico – afferma Tonello viene dalla debacle delle elezioni politiche del 4 marzo 2018, che hanno visto il Partito uscire pesantemente sconfitto e relegato all’opposizione parlamentare. A queste elezioni è seguito un anno difficile, pieno d’ incertezze, nel quale la leadership nazionale ha passato le settimane a litigare e a dividersi, mentre il Paese scivolava, sotto l’egida del governo 5Stelle-Lega, nella stagnazione economica e in un oscurantismo che ricorda tempi bui della nostra storia”.

“In questi tempi difficili – prosegue – dominati da una rinnovata incertezza sociale ed economica, è necessario ritrovare il coraggio della lotta per la libertà e per l’equità, riscoprendo le idee e i valori che 74 anni fa portarono alla sconfitta del fascismo e della dittatura e alla costruzione del sistema repubblicano e democratico. In questo clima è necessario ripartire subito con un’azione politica contro populismi e sovranismi, fondata sui valori tradizionali del centrosinistra e cercando di riconquistare l’elettorato deluso che si è allontanato dal Partito. La popolazione chiede alla politica attenzioni e risposte che mancano da troppo tempo, perché da troppo tempo le necessità primarie della popolazione non sono messe al centro dell’azione dei governi che si sono succeduti alla guida del paese”.

“Le mozioni – conclude il giovane del Pd – presentate a questo congresso, permettono di fare definitiva chiarezza sulla linea politica che il Partito adotterà nel prossimo futuro. Per questo motivo è fondamentale la partecipazione di voi elettori, perché questo congresso è, di fatto, il congresso di rifondazione del Partito Democratico, qualunque sarà la mozione congressuale che sarà premiata da voi elettori. Auspico quindi, anche da parte di coloro che risultassero sconfitti, l’assoluto impegno per l’unità del Partito; da parte dei vincitori il rispetto delle minoranze e delle loro sensibilità, poiché questo è il vero esercizio della democrazia”.

“La posta è altissima – commenta invece RolandoQuesta volta a rischio è la democrazia liberale, con questo governo nazional populista. Salvare la democrazia è il compito che spetta ai democratici italiani. Perché la democrazia è il luogo in cui gli estremismi, di destra e di sinistra, non possono prevalere. L’unico obiettivo di Salvini è distruggere l’Europa. Per questo obiettivo si cerca sempre di individuare colpevoli diversi da loro. Parliamoci chiaro. Prima i nazionalpopulisti hanno raccolto la protesta. Ora stano provando, senza risultati, a governare. Sono divisi su tutto. Adesso provano a dare una spallata alle istituzioni democratiche”.

“Andando a votare alle Primarie del Pd – continua – per scegliere uno dei tre candidati in lizza alla segretaria nazionale è anche il modo migliore, quindi, per dire sì alla democrazia liberale. E dire no alla democrazia della sola maggioranza. Il popolo democratico esiste. A Vicenza, alle comunali di giugno 2018, lo ha confermato con il voto: la coalizione democratica ha preso quasi la metà dei voti, il 45,9% contro il 50,6% della destra. Differenza una manciata di voti, 2 286. Il Pd è risultato il primo partito in città con il 23,88% superando nettamente la Lega ferma al 15,88%, FI al 5,25%, FdI 1,66%”.

“Ma è il Pd nazionale – conclude lo storico esponente – che va rigenerato, con una nuova classe dirigente, con facce nuove. Dando fiducia a una nuova classe dirigente composta in prevalenza di giovani. Che possa rappresentare al meglio i territori, con persone che si siano misurate con il consenso popolare”. 

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