Primarie Partito Democratico a Vicenza, “voto bulgaro” per Zingaretti. Tutti i dati e i commenti

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Tutto secondo previsioni per le primarie del Partito Democratico, anche nei 75 i seggi del vicentino. Secondo i dati resi noti dal partito, partecipazione alta e successo ampio di Nicola Zingaretti con il 70% dei consensi, mentre i due sfidanti Maurizio Martina e Roberto Giachetti si sono fermati al 18% e 12%.

In provincia sono stati 14.199 i votanti totali che hanno partecipato all’elezione del Segretario Pd. Mentre nella città capoluogo il richiamo al voto ha attirato 3.271 cittadini con Zingaretti al 70,9% di preferenze fra i sette seggi: al seggio 1 del centro storico è stato votato dal 77,24% dei 712 votanti, mentre al seggio 2 si è registrato il dato più basso al 66,89% per il neo Segretario.

È stata una giornata memorabile – commenta il Segretario provinciale del Partito Democratico Chiara Luisettoun chiaro messaggio di cambiamento interno al partito e una risposta al pericolo per la democrazia che questo governo rappresenta”.

“Dopo il 4 marzo dello scorso anno – continua Luisetto – questa è una rinascita, un nuovo inizio per il partito ad un decennio dalla sua costituzione con numeri che superano le aspettative e il dato del 2017 di 13.600 votanti”.

“E’ stato un anno non facile per ogni Segreteria provinciale e locale – conclude Luisetto – ma il risultato delle elezioni provinciali prima e questa grande mobilitazione popolare sono segnali di un territorio che chiede una politica diversa, la costruzione di una forte alternativa democratica“.

Oltre mille volontari e volontarie in queste settimane hanno lavorato perché le primarie funzionassero alla perfezione, garantendo la possibilità di voto nei seggi per l’intera domenica.

“Le primarie del Pd – afferma lo storico esponente del Pd cittadino Giovanni Rolando – sono l’unico momento in cui le persone in carne e ossa possono partecipare alla vita politica di un partito, contribuendo alla scelta del segretario”.

Rolando, esponente del partito che è da sempre il più convinto “primarista” fin da quando le propose ed organizzò a Vicenza nel 1992 per scegliere i candidati di Vicenza al parlamento, contro la volontà dell’apparato centrale, aggiunge che:

“Gli obiettivi ora sono chiari costruzione di un campo largo del centrosinistra, con un segretario che non si identifica come capo ma come leader di un partito vivo, per dar vita a nuove alleanze sociali e politiche, che dialoga con la società civile, si confronta con i corpi intermedi. Lasciando per strada rivalità personali, brame di potere, al centro come in periferia”.

“Oltre un milione e mezzo di cittadini in tutta Italia – è invece il commento della senatrice Pd Daniela Sbrollininon lo prevedevamo nemmeno noi. Un esercizio di partecipazione e di democrazia che non ha eguali in Europa, men che meno in Italia, che si è trasformato in un sussulto di orgoglio ed ha mandato due messaggi evidenti, forti, chiari e precisi”.

Uno – argomenta Sbrollini – per dire al Governo che su alcuni temi fondamentali sta facendo errori clamorosi e pericolosi. Il secondo al Partito per chiedere nuove proposte, impegno e soprattutto unità. Ora tutti noi abbiamo un nuovo Segretario, legittimato da questo consenso vasto, diffuso, popolare, democratico. Il segretario di tutti“.

Sul versante opposto il Segretario della Lega di Vicenza Matteo Celebron preferisce non commentare le vicende in “casa” altrui:

Non ho visto i risultati e non ho quasi mai sentito parlare Zingaretti”, spiega.

L’appuntamento allora è alle prossime elezioni europee: dalle urne si avrà un primo bilancio del nuovo scenario politico.

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