Egregio Direttore, com’è noto, è in corso, dinanzi al Tribunale di Roma, il processo penale nei confronti di Alessandra Mingozzi, socia e dirigente procuratore di PWCPricewaterhouseCoopers S.p.A., che, in passato, ha svolto il ruolo di responsabile della revisione legale dei bilanci di esercizio di Veneto Banca.
All’udienza del 19 gennaio, in modo del tutto inatteso (ma anche no visto il passo analogo fatto per il processo Veneto Banca, ndr), il Tribunale di Roma ha rimesso gli atti alla Corte di Cassazione per valutare una questione di incompetenza per territorio, che ove ritenuta fondata dalla Suprema Corte, determinerebbe il trasferimento del processo a Treviso, con regressione dello stesso alla fase dell’udienza preliminare.
Verrebbero così vanificati anni di attività processuale, con conseguente rischio di prescrizione dei reati; verrebbero frustrate le legittime aspettative di migliaia di risparmiatori costituiti parte civile; il sistema giudiziario italiano rivelerebbe, ancora una volta, la propria inefficienza e inidoneità a dotarsi di apparati organizzativi e strumenti processuali moderni.
Ciononostante, per quanto mi riguarda, anche in caso di spostamento del processo PWC a Treviso, proseguirò nel mio impegno in favore dei risparmiatori di Veneto Banca e sono certo che altrettanto faranno i tanti altri colleghi che da anni condividono la stessa battaglia e perseguono il medesimo obiettivo: far luce sul dissesto di tale Istituto bancario e consentire a migliaia di azionisti e di obbligazioni di ottenere i giusti risarcimenti, trasferendo le loro istanze risarcitorie, all’occorrenza, dinanzi al giudice civile.
Avv. Francesco Corfiati