
Mattia Pilan e Martina Corbetti hanno depositato una domanda di attualità sull’azione attribuita agli Hunters Padova a Monte Berico.
Un gruppo di persone con il volto coperto, fumogeni e uno striscione con la parola “remigrazione” sui gradini della Basilica di Monte Berico. È l’episodio, attribuito secondo quanto riportato dalla stampa al gruppo denominato “Hunters Padova”, sul quale i consiglieri comunali di Coalizione Civica Sinistra Verdi Mattia Pilan e Martina Corbetti chiedono chiarimenti all’amministrazione di Vicenza.
I due consiglieri hanno depositato l’8 ottobre 2026 una domanda di attualità rivolta al sindaco Giacomo Possamai e alla Giunta comunale, chiedendo quali informazioni siano state acquisite sull’iniziativa e quali misure si intendano adottare per prevenire eventuali episodi analoghi.
Nel documento, Pilan e Corbetti condannano l’azione, che definiscono una forma di propaganda neofascista, e chiedono una presa di posizione istituzionale.
Hunters Padova a Monte Berico, la condanna di Coalizione Civica
“Non è questa la risposta ai recenti episodi di disordine avvenuti a Vicenza. La città non ha bisogno di provocazioni, intimidazioni o propaganda neofascista, tanto meno in un luogo simbolico come Monte Berico”, affermano i consiglieri.
L’iniziativa viene collocata, nella domanda di attualità, nel contesto delle polemiche seguite al raduno promosso dal tiktoker conosciuto come “Ilvucumpra” al Park Verdi, sfociato in episodi di disordine e danneggiamenti.
Il documento richiama inoltre una manifestazione annunciata per i giorni successivi da un altro gruppo, denominato “Riconquista”, esprimendo preoccupazione per il possibile aumento delle tensioni in città.
Le domande a Possamai: il Comune era stato informato?
Uno dei primi punti sollevati da Pilan e Corbetti riguarda le informazioni a disposizione dell’amministrazione comunale.
I consiglieri chiedono se il Comune fosse stato informato preventivamente dell’iniziativa di Monte Berico e se fosse a conoscenza della presenza del gruppo Hunters Padova.
Vogliono inoltre sapere quali elementi siano stati raccolti dalle autorità competenti sull’identità degli organizzatori e dei partecipanti, su eventuali precedenti iniziative dello stesso gruppo nel Vicentino e nel Padovano e su possibili collegamenti con altre organizzazioni dell’estrema destra attive in Veneto.
Un’altra richiesta riguarda i rapporti istituzionali: il sindaco ha avuto interlocuzioni con Prefettura e Questura? E, in caso affermativo, quali informazioni sono emerse?
La questione della “remigrazione”
Al centro della presa di posizione c’è anche il significato politico dello slogan esposto a Monte Berico.
Nel documento, i consiglieri descrivono la “remigrazione” come un termine utilizzato nel dibattito contemporaneo per indicare politiche di rimpatrio o espulsione degli immigrati e richiamano il suo impiego da parte di movimenti dell’estrema destra europea.
Secondo Pilan e Corbetti, dietro questo concetto si nasconde una visione discriminatoria della società, che distingue tra persone considerate legittimate ad appartenervi e persone da escludere.
I due esponenti di Coalizione Civica ritengono inoltre che l’utilizzo di luoghi pubblici simbolici per iniziative politiche con volti coperti e fumogeni meriti particolare attenzione da parte delle istituzioni.
Richieste iniziative contro possibili intimidazioni
La domanda di attualità non si limita alla ricostruzione dell’episodio.
Pilan e Corbetti chiedono all’amministrazione se ritenga quanto accaduto un segnale da non sottovalutare rispetto alla presenza di gruppi dell’estrema destra nel territorio vicentino.
Sollecitano inoltre il Comune a chiarire quali iniziative intenda assumere, anche insieme alle altre istituzioni competenti, per monitorare e prevenire l’utilizzo degli spazi pubblici per forme di propaganda politica organizzata accompagnate da modalità potenzialmente intimidatorie.
I consiglieri chiedono infine se sindaco e Giunta intendano promuovere iniziative pubbliche a sostegno dei principi costituzionali di democrazia, uguaglianza e libertà e contro ogni forma di discriminazione.
Attesa la risposta dell’amministrazione comunale
“Vicenza è una città democratica e antifascista. Di fronte alla presenza e alla propaganda dell’estrema destra non possiamo limitarci all’indifferenza”, sostengono Pilan e Corbetti.
L’ultimo quesito riguarda proprio la valutazione politica del sindaco e della Giunta sull’episodio di Monte Berico e l’eventuale opportunità di una presa di posizione pubblica.
La domanda di attualità, depositata l’8 ottobre, apre così un confronto istituzionale sul tema. Nel materiale diffuso dai consiglieri non è ancora riportata una risposta dell’amministrazione comunale.
Resta inoltre da distinguere la ricostruzione dell’episodio contenuta nell’iniziativa consiliare dagli eventuali accertamenti delle autorità competenti, sui quali i firmatari chiedono espressamente informazioni.




































