“Basta con i tira e molla e i giochetti dell’Europa sulla guerra Prosecco-Prosek: ancora una volta da Bruxelles arriva una fumata nera, con la Commissione UE che continua a fare la solita scandalosa melina, dimostrando di essere in evidente difficoltà e probabilmente anche in malafede. Dopo mesi di incomprensibili silenzi, l’Europa continua con i suoi imbarazzanti ritardi e le sue pericolose ambiguità, nonostante sia chiaro a tutti che il riconoscimento del Prosek croato rappresenta una vera e propria truffa contro il nostro Prosecco e contro tutto il Made in Italy”. 

Lo dichiara l’europarlamentare della Lega Mara Bizzotto dopo la risposta data dal Commissario UE all’Agricoltura Janusz Wojciechowski alla sua interrogazione urgente. 

L’eurodeputata Bizzotto, dopo aver portato il dossier Prosecco-Prosek in discussione nella seduta Plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo a febbraio 2022, ha presentato un’interrogazione urgente chiedendo alla Commissione UE “lo stato di avanzamento del dossier, i tempi stimati per la decisione definitiva e quali determinazioni avrebbe assunto sul caso”. 

Wojciechowski ha risposto che “La Commissione non ha ancora completato la procedura di valutazione della domanda di protezione del Prosek… Al termine della valutazione, la Commissione deciderà se la domanda soddisfa le condizioni stabilite dalla normativa UE… La legislazione non prevede in modo esplicito un termine per l’adozione della decisione”. Per concludere che la Commissione “non può anticipare il contenuto della sua decisione finale”. 

“La guerra Prosecco-Prosek tra Italia e Croazia sta diventando una telenovela infinita per colpa dell’Europa che ha eretto un assurdo muro di silenzio dopo aver avviato scandalosamente l’iter per il riconoscimento del Prosek circa 1 anno fa. A che gioco stanno giocando e cosa stanno nascondendo a Bruxelles? – conclude l’europarlamentare Bizzotto – Il comportamento della Commissione UE è totalmente inaccettabile, anche perché la questione è molto semplice: la denominazione Prosek è illegittima perché palesemente in conflitto con la DOP Prosecco e con tutte le normative europee che tutelano i prodotti a denominazione di origine protetta. Su questa partita l’Europa si gioca la faccia e ha il dovere di bocciare il prima possibile la richiesta fraudolenta della Croazia”.