Raduno a Vicenza, Sbrollini interroga Piantedosi: «Servono prevenzione e più controlli»

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raduno a Vicenza

La senatrice vicentina di Italia Viva porta in Parlamento il caso del ritrovo convocato sui social e respinge le accuse rivolte al sindaco Possamai.

Il raduno a Vicenza che ha richiamato centinaia di giovanissimi tra Campo Marzo e Park Verdi arriva in Parlamento. La senatrice Daniela Sbrollini ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, chiedendo chiarimenti sugli strumenti di prevenzione e sul coordinamento delle forze di sicurezza. Le attività del Ministero sono consultabili sul sito del Viminale.

Secondo Sbrollini, l’episodio non può essere liquidato come un problema esclusivamente locale. La convocazione, partita dai social e attribuita a un giovane creator, avrebbe sorpreso le strutture preposte pur coinvolgendo un numero elevato di ragazzi. La senatrice sottolinea che non ci sono stati feriti, ma ricorda i disagi, i danneggiamenti e la presenza di gruppi indicati nel dibattito pubblico come “maranza”.

L’intervento si aggiunge alle diverse prese di posizione sul raduno e sulla sicurezza urbana a Vicenza. Sbrollini contesta in particolare il tentativo della destra di attribuire la responsabilità politica al sindaco Giacomo Possamai, sostenendo che la gestione dell’ordine pubblico chiama direttamente in causa il Ministero dell’Interno.

Raduno a Vicenza, la richiesta di prevenzione e interventi sui giovani

Nel suo intervento di fine seduta, la parlamentare ha richiamato i cinque decreti sicurezza approvati dal governo e domandato perché non abbiano garantito strumenti adeguati a intercettare in anticipo un appuntamento divenuto rapidamente virale. L’interrogazione dovrà chiarire quali informazioni fossero disponibili e come sia avvenuto il raccordo operativo.

La richiesta non riguarda soltanto il presidio delle strade. Sbrollini sollecita più controlli, ma anche interventi sul disagio giovanile e sull’accesso ai social, riconoscendo che la gestione di eventi di massa nati online richiede prevenzione digitale, politiche educative e capacità di risposta sul territorio.

Il raduno a Vicenza continua quindi a produrre un confronto politico su competenze, responsabilità e strumenti. L’episodio mostra quanto rapidamente una convocazione sui social possa trasformarsi in un problema urbano e rende necessario verificare sia l’efficacia delle misure di sicurezza sia le azioni educative rivolte ai più giovani.