
Il consigliere del Partito democratico richiama i dati diffusi da Terre des Hommes e chiede alla Regione di rafforzare prevenzione e presa in carico.
I reati contro minori in Veneto hanno coinvolto 634 vittime nel 2025, con un aumento dell’8,4% rispetto all’anno precedente. I dati, elaborati dal Servizio Analisi criminale della Direzione centrale della Polizia criminale, sono stati diffusi dalla Fondazione Terre des Hommes nel dossier sulla condizione di bambine e ragazze. Gianpaolo Trevisi, consigliere regionale del Partito democratico, chiede un intervento della Regione. Le attività dell’assemblea sono consultabili sul sito del Consiglio regionale del Veneto.
Trevisi, presidente della commissione che si occupa di prevenzione e tutela della legalità, propone di verificare come i casi emergano nei diversi territori, quali risposte ricevano le vittime e in che modo funzionino i percorsi di protezione. ViPiù ha affrontato anche altri temi relativi alla tutela dei minori e alla prevenzione della violenza.
Nel dettaglio, i maltrattamenti in famiglia hanno riguardato 259 minorenni, mentre le vittime di reati sessuali sono state 230. Bambine e ragazze rappresentano il 62,8% del totale e la quota sale al 90,9% nei crimini sessuali.
Reati contro minori in Veneto, la rete di protezione
Trevisi e la consigliera Anna Maria Bigon sottolineano la necessità di adulti preparati a riconoscere i segnali, luoghi accessibili per l’ascolto e servizi in grado di intervenire rapidamente. Il lavoro dovrebbe coinvolgere scuole, servizi sociali e sanitari, forze dell’ordine e autorità giudiziaria, nel rispetto delle diverse competenze.
L’aumento delle vittime registrate, secondo i consiglieri, deve essere analizzato anche in relazione alla capacità di far emergere gli abusi. Per questa ragione i numeri vanno affiancati a una valutazione del funzionamento della rete, dei tempi di presa in carico e del sostegno offerto ai minorenni.
L’intervento precede la Giornata internazionale delle bambine dell’11 ottobre. Trevisi chiede che l’impegno regionale si traduca in risorse e strumenti per chi riconosce la violenza, accompagna le vittime e costruisce con loro un percorso di sicurezza.



































