Nella giornata di ieri, giornalisti e osservatori di Organizzazioni indipendenti hanno raccolto un grande numero di prove e testimonianze sulle numerose esecuzioni sommarie e violenze subite dai civili ucraini nelle aree occupate in Ucraina dai soldati russi nelle ultime settimane di guerra.

Mano a mano che le truppe di Mosca si ritirano dal nord dell’Ucraina e dalle città attorno alla capitale Kiev, il bilancio delle atrocità scoperte dagli ucraini è sempre più grave. Secondo la procuratrice generale ucraina Iryna Venediktova, nella città di Borodyanka, sempre a pochi chilometri da Kiev, “potrebbe esserci il numero più alto di vittime”, con cifre in grado di eclissare quelle di Bucha.

Per fare luce su quelli che ormai si possono definire senza timori come gravi crimini di guerra, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato l’intenzione dell’Unione di collaborare con le autorità ucraine per raccogliere prove di quanto accaduto. Volontà confermata in serata anche dall’amministrazione statunitense, favorevole alla creazione di un gruppo di indagine internazionale indipendente.

Intanto, la macchina della propaganda russa e i siti di fake news collegati hanno iniziato a diffondere teorie e disinformazione per dimostrare che foto, video e testimonianze raccolte a Bucha e in altre cittadine sarebbero solo montature dei media e governi occidentali. Mentre il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ribadito che Vladimir Putin è un criminale di guerra, nel pomeriggio la Lituania ha annunciato l’espulsione dell’ambasciatore russo dal Paese e il richiamo in patria di quello lituano a Mosca.

Si tratta del primo Stato europeo a espellere un diplomatico russo di così alto rango dall’inizio della guerra. Per i fatti di Bucha, la Germania ha annunciato l’espulsione di 40 persone impiegate presso l’ambasciata russa di Berlino, seguita a breve da una decisione analoga della Francia.

Fonte The Vision