La salute mentale passa anche dall’ambiente e il nord Italia è l’area più inquinata del continente europeo

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Ambiente ideale
Ambiente ideale

Abbiamo reso il pianeta piuttosto inospitale per noi. Siamo arrivati al punto che le nostre risorse primarie sono contaminate, e lo rimarranno a lungo. E molto spesso i livelli sono superiori a quelli di guardia. Ormai ci muoviamo in uno spazio in cui non siamo più al sicuro”. Con queste parole ricche di preoccupazione e rassegnazione, Ian Cousins insegnante di chimica dell’ambiente all’università di Stoccolma (Horel, 2023), sottolinea la responsabilità da parte dell’umanità nei confronti dell’ambiente e della sua preservazione. Ormai si parla di “lenta pandemia” per l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, delle nostre città e pianure.

Ad oggi, il nord Italia è l’area più inquinata del continente europeo, superando di quattro volte la soglia di respirabilità prevista dall’OMS. Proprio per questo dal 1° ottobre 2023 sono entrate in vigore in tutto il Veneto le disposizioni contro l’inquinamento atmosferico.

Accanto all’aria, l’acqua: basti ricordare le province di Verona, Vicenza e Padova colpite nel 2013 dallo scandalo ambientale della ditta chimica Miteni, che ha provocato la contaminazione da PFAS delle acque di una tra le più più grandi falde acquifere d’Europa.

Salute fisica e ambiente. Quali sono i maggiori rischi per il nostro benessere?

L’inquinamento influisce sulla nostra salute fisica, con circa 50.000 morti all’anno. Accanto a malattie fisiche, come l’incremento di patologie oncologiche, polmonari, a carico del sistema immunitario e molto altro… (leggi qui, ndr) vi è un impatto severo anche sulla componente psicologica. 

Inquinamento e salute mentale: quali effetti?

È quanto suggerisce uno studio pubblicato su Health & Place che ha analizzato un campione rappresentativo di circa 6000 persone negli Stati Uniti. Nelle aree dove era presente un alto tasso di inquinamento si è registrato anche un livello più alto del 17% delle problematiche psicologiche rispetto alle zone più salubri.

In Italia, invece, l’’impatto negativo sulla salute mentale è quantificato, per la prima volta in due studi presentati in anteprima durante il Seminario Internazionale RespiraMi: Recent Advances in Air Pollution and Health co-organizzato dalla Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e dalla Fondazione Internazionale Menarini, giugno 2022.

Lo studio, durato otto anni ha messo in evidenza la correlazione fra la presenza di smog e l’incremento nelle prescrizioni di antipsicotici, antidepressivi e stabilizzanti dell’umore che crescono fino al 4%, soprattutto fra gli adulti fra 30 e 64 anni che sembrano essere la fascia d’età più fragile di fronte agli effetti negativi dell’inquinamento sulla salute mentale (leggi qui, ndr)

A farne le spese ci sono anche giovani e bambini con sintomi d’ansia, attacchi di panico e depressione. Le conseguenze dell’inquinamento ambientale si estendono anche alle relazioni interpersonali e agli affetti. In particolare, è stato dimostrato che in condizioni di stress spesso recede il livello di altruismo e di cooperazione tra gli individui, con un incremento delle condotte aggressive.

Inoltre, è stato visto che i bambini che vivono in posti dove vi è un alto tasso di inquinamento, tendono a dormire meno ore e il loro riposo è spesso disturbato da incubi. Di conseguenza, al mattino sono meno riposati e fanno più fatica a svolgere i compiti che normalmente caratterizzano la loro quotidianità.