Venerdì 17 Salvini a Vicenza “si intesta” Rucco candidato sindaco e inaugura sede. Tra i presenti alcuni “compagni” per… bere e il fedele Ugone

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In contrà Muscheria 3 a Vicenza in circa 200 hanno, prima, atteso un’oretta e poi festeggiato verso le 18.30 il “capitano” della Lega Matteo Salvini, che si è scusato del ritardo dovuto al suo sopralluogo alla Bretella dell’Albera, di cui ha assicurato l’inaugurazione entro il 31 maggio per la soddisfazione di Giovanni Rolando e Fiorenzo Donadello presenti in t-shirt gialle e col loro immancabile cartello anch’esso giallo.

Il vicepremier e ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti del Governo Meloni è arrivato in città per presiedere all’inaugurazione della nuova sede della Lega e lanciare le elezioni comunali.

Per queste elezioni, introdotto sul palco proprio dal sindaco uscente ricandidatosi per la conferma al voto del 14 e 15 maggio 2023, Matteo Salvini ha, ad inizio intervento, “intestato” alla Lega la candidatura di Francesco Rucco (“Chi ha governato per 5 anni non si tocca!“) appena prima di notare, con qualche gesto scaramantico, che oggi era venerdì 17 e intervenendo, poi, sui temi suoi cavalli di battaglia (vedi in copertina il video integrale, con anche varie foto, del suo intervento con le premesse di Rucco, ndr).

Stasera, quindi, la Lega, per bocca del suo leader, ha sciolto i lunghi lacci sul percorso della coalizione dei tre partiti (Lega, appunto, Fratelli d’Italia e Forza Italia) che, con alcune civiche, tra cui quella del sindaco, e, probabilmente, prima o dopo l’eventuale ballottaggio, quella di Luigi Ugone, presidente di “Noi che credevamo nella BPVi”, su cui infuria la polemica di formazioni politiche e di altre associazioni innescata dalla nostra richiesta del perché fosse la sua fosse l’unica ad essere stata premiata da Rucco e Ciambetti in Comune.

Ugone, ovviamente, era presente festante, insieme ai suoi più stretti collaboratori, tra il pubblico e fermatosi alla fine per i classici selfie con Salvini e, prima di una nostra intervista al vicepremier che pubblicheremo domani, per una piuttosto lunga e riservata “confabulazione”.

Serve altro per togliere ogni dubbio a chi, come magari Giacomo Possamai, pensa che, in caso di ballottaggio, lui possa mettersi intorno ad un tavolo per “trattare” con altri, se non la Lega e Rucco, su chi indicare di votare ai suoi “fans”, ammesso e non concesso che al ballottaggio gli elettori seguiranno le indicazioni di chi hanno votato al primo turno piuttosto che andarsene a passare un bel week end il 28 e 29 maggio?

Tra i circa 200 sostenitori davanti alla bella e luminosa sede di Contrà Muscheria 3, defilata la stampa, c’erano parlamentari, consiglieri regionali e comunali, dirigenti del partito, dirigenti delle partecipate e curiosi, tra cui un gruppetto di “compagni”, di varie formazioni, che, alla domanda se la loro presenza fosse dovuta al ricordo di Salvini militante dei giovani del Pci, alcuni hanno risposto con un ironico sorriso “siamo venuti a scroccare da bere“, altri con un più amaro “vorremmo vedere dove versare qualche euro per aiutarlo a pagare i 49 milioni di euro che la Lega deve allo Stato in decenni senza more e interessi. La Lega non certo la povera gente…“.

Ad un certo punto qualcuno del personale di servizio ha urlato “attenti, ci sono quelli dei centri sociali!“, di fatto non visti da chi vi scrive che, comunque, ha invitato alla calma i “preoccupati” perché, come ha anche detto un militante della Lega, la piazza è di tutti purché non si compiano atti di violenza.

Nulla di questo è successo nella pacifica Vicenza e, dopo selfie e abbracci, Matteo Salvini ha lasciato tranquillamente contrà Muscheria verso le 19.


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