
Banca Etica, associazioni e reti della società civile chiedono strumenti contro gli effetti extraterritoriali delle misure statunitensi e maggiore autonomia finanziaria e digitale.
Quindici organizzazioni chiedono alla Commissione europea e al Governo italiano nuove tutele contro gli effetti delle sanzioni USA in Europa. L’appello è promosso da Banca Etica insieme, fra gli altri, ad Acli, Altromercato, Arci, Libera, Oxfam, Legacoop e alla Federazione europea delle banche etiche. Il quadro normativo richiamato può essere consultato sul sito della Commissione europea.
La lettera sostiene che strumenti nati per contrastare terrorismo, riciclaggio e criminalità internazionale vengano utilizzati sempre più spesso con finalità politiche, producendo effetti su persone, associazioni, imprese e istituzioni europee senza un vaglio giudiziario nell’Unione.
ViPiù aveva già raccontato il blocco del conto di Autistici/Inventati presso Banca Etica. L’iniziativa attuale allarga il tema e chiede una risposta strutturale europea, non limitata al singolo caso.
Le richieste sulle sanzioni USA in Europa
Le organizzazioni propongono un punto di contatto europeo, assistenza legale e strumenti di revisione per chi ritiene di essere colpito ingiustamente. Chiedono inoltre un’azione diplomatica coordinata verso Washington e la valutazione dello Strumento anti-coercizione dell’Unione.
Un altro capitolo riguarda il regolamento europeo di blocco, che secondo i firmatari dovrebbe essere aggiornato ed esteso. L’obiettivo è proteggere banche e operatori dalle conseguenze di misure straniere extraterritoriali, senza indebolire gli obblighi contro riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
L’appello sollecita anche garanzie per la continuità dei servizi bancari e investimenti in infrastrutture europee indipendenti per pagamenti, cloud e comunicazioni. La dipendenza da circuiti e fornitori non europei viene indicata come una vulnerabilità strategica.
Il presidente di Banca Etica Aldo Soldi definisce sofferta la sospensione del conto di A/I e afferma che l’istituto sta cercando soluzioni per le risorse depositate. La lettera resta aperta all’adesione di organizzazioni, istituzioni e banche.


































