
(Adnkronos) – Ereditare un programma fortemente identificato con il volto della sua conduttrice “è stato molto complicato”. A parlare è Sigfrido Ranucci che, in un’intervista all’Adnkronos, commenta
l’addio di Federica Sciarelli a ‘Chi l’ha visto?’
tracciando un parallelo diretto con la sua esperienza, quando raccolse il testimone di ‘Report’ direttamente dalla sua creatrice, Milena Gabanelli alla guida del programma dal 1997 al 2016.
Il conduttore riavvolge il nastro su quel passaggio, definendolo un’esperienza segnante e difficile. “Nessun programma era identificato con la propria conduttrice quanto ‘Report’, perché nato da un’idea di Milena Gabanelli,” spiega Ranucci. “Non avrei mai pensato che lo volesse lasciare a me. Quando l’ha fatto, tra l’altro, ero impegnato su altro ed è stato difficile anche perché per me era un mestiere nuovo”.
Un “passaggio molto complicato”, ammette, che lo ha portato per oltre un anno a non guardare i social perché “i commenti erano impietosi”. Ma a ferirlo di più erano le insinuazioni sul suo rapporto con la Gabanelli. “I commenti che mi facevano più male erano quelli che ipotizzavano che io l’avessi fatta fuori. Ancora oggi ho un rapporto meraviglioso con lei e ho mantenuto il suo nome all’entrata della stanza, nonostante qualcuno mi abbia chiesto di toglierlo. Per me quel nome è sacro”.
Questa esperienza lo ha portato a una riflessione profonda sul ruolo del conduttore: “In programmi come quello di Federica e come nel mio caso, il ruolo di conduttore è l’aspetto minore. Dietro c’è il riconoscimento della squadra, la credibilità, la forza, la tenuta psicofisica e soprattutto il coordinamento di tutto. È come tenere la marmellata con gli elastici. La difficoltà è quella: mantenere gli equilibri della squadra”.
È da questa profonda comprensione del ruolo che nascono le sue parole di stima per la collega. “Federica è una straordinaria professionista. Sapevo da giorni che avrebbe lasciato”, confessa Ranucci che aggiunge: “Devo farle i complimenti per come ha trattato, unica in tutto il panorama televisivo, il caso Garlasco. Bisogna saperli trattare certi temi con lo spirito del servizio pubblico e senza sensazionalismo. Il grande merito di Federica è stato proprio questo: aver saputo affrontare temi delicati con grande professionalità e competenza”. Per questo, alla domanda se si augura una successione interna, la sua risposta è netta: “Assolutamente sì. Ci sono programmi talmente delicati che, se tenti la soluzione esterna, rischi di far saltare tutto”. La logica è stringente: “Chi è dentro conosce tutti gli equilibri, e un’imposizione dall’esterno non sarebbe ben gradita. Credo che la soluzione interna, soprattutto se indicata da Federica, sia quella più giusta. E se questa scelta verrà fatta, la Rai dovrà dare il massimo supporto, come io l’ho avuto all’inizio, nonostante momenti difficilissimi”. E mentre già circola un toto-nomi che sembra guardare altrove, la convinzione di Ranucci resta salda: “Io credo che la persona più giusta per indicare un suo eventuale successore, se lo ha in mente, sia proprio Federica e magari è una persona con la quale ha avuto modo di misurarsi fianco a fianco in questi anni”, conclude.
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