
Nei primi otto mesi del 2026 le denunce di infortunio scolastico sono salite a 52.849. Il CNDDU propone un protocollo nazionale per verificare che i rischi siano eliminati davvero.
La sicurezza scolastica torna al centro dell’attenzione dopo i dati diffusi dall’INAIL e richiamati dal Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina Diritti umani: nei primi otto mesi del 2026 sono state presentate dodici denunce di infortunio con esito mortale riguardanti studenti delle scuole di ogni ordine e grado, contro le sette dello stesso periodo del 2025.
Le denunce complessive sono passate da 50.232 a 52.849, con un aumento del 5,2%. Circa tre segnalazioni su quattro riguardano alunni con meno di quindici anni; il 97% degli episodi avviene durante le attività scolastiche e il restante 3% nel tragitto. Il Veneto rappresenta il 12% delle segnalazioni nazionali, dopo Lombardia ed Emilia-Romagna. Il tema delle condizioni educative era già emerso nel confronto sui bisogni degli studenti e sulle risorse disponibili nelle classi.
Nei percorsi di formazione scuola-lavoro sono state registrate 624 denunce, in diminuzione del 49% rispetto al 2025. Il CNDDU precisa però che i dodici casi mortali riguardano l’intera popolazione studentesca assicurata e non possono essere attribuiti indistintamente a questi percorsi. I dati, ancora provvisori, chiedono quindi una lettura prudente ma confermano la necessità di rafforzare la prevenzione.
Sicurezza scolastica, il protocollo proposto dal CNDDU
Il Coordinamento propone un Protocollo nazionale di verifica preventiva e risoluzione documentata delle criticità. L’obiettivo è associare a ogni rischio già individuato un intervento preciso, una responsabilità chiaramente attribuita e un controllo successivo che dimostri l’effettiva eliminazione del pericolo.
Il sistema dovrebbe monitorare anche i problemi che tornano dopo interventi dichiarati conclusi, così da individuare carenze persistenti e orientare le risorse verso soluzioni più efficaci. Tra le ipotesi figurano controlli tecnici indipendenti a campione, nel rispetto delle competenze dei dirigenti scolastici e degli enti responsabili della manutenzione, senza aggiungere passaggi burocratici privi di utilità.
La sperimentazione potrebbe coinvolgere Ministero dell’Istruzione e del Merito, INAIL e amministrazioni territoriali. Al ministro Giuseppe Valditara il CNDDU chiede di avviare un progetto pilota nazionale capace di misurare non soltanto quanti interventi siano stati eseguiti, ma se abbiano davvero rimosso le cause dei rischi.
La proposta arriva dopo la 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Il punto, secondo il Coordinamento, è superare una gestione soltanto documentale: la regolarità delle procedure non basta se una criticità si ripresenta. La prevenzione va valutata sulla stabilità dei risultati e sulla capacità di impedire che studenti e personale restino esposti a pericoli già conosciuti.





































