Lo ammetto, Simone Pillon mi mancava. Con quell’ostentata ideologia controriformista e l’inquietante somiglianza con Enzo Miccio (la star dei wedding planner), ero stato ad un passo dalle lacrime alla notizia che era rimasto fuori dal Parlamento.

Un dramma, per la satira.

Ma non si dica che non si può fare politica anche fuori dal palazzo e così, il nostro domenica scorsa ci ha regalato una figura di palta così leggendaria da restare imperitura negli annali.
Buona domenica amici -scrive in un post su Facebook che merita di essere trascritto per intero- Guardate i raggi del sole che illuminano il padre, la madre e le loro bambine. Entrambi gli sposi sono seduti in trono, con le corone regali sul capo, uno di fronte all’altra con pari dignità. Già nell’antico Egitto, 1300 anni prima di Cristo, avevano compreso che la famiglia è una società naturale benedetta da Dio“. Sotto, la fotografia di una stele che raffigura il Faraone Akhenaton, insieme a Nefertiti e tre delle loro figlie, con i raggi del sole a lambirne le figure.
Ah, la famiglia tradizionale dell’antico Egitto!
Si, beh, non erano proprio le tradizioni care a Pillon, ma sempre tradizioni erano, in fin dei conti. Certo, il Dio Ra era solo uno dei molti Dei della cosmogonia egizia, ma questo è ancora il meno. Il buon Akhenaton, ad esempio, di mogli ne aveva almeno quattro ed una di queste, la madre del famoso Tutankhamon, era sua sorella. Nulla in confronto con il padre di Akhenaton, Amenofi III, che sposò, tra le altre, anche una delle proprie figlie (Iside, come la Dea). Insomma, non proprio il migliore degli esempi per la società familiare propugnata dal leghista.
Ovviamente, le prese per i fondelli sono piovute copiose come i raggi del Dio Ra, provocando -nei commenti- la reazione stizzita di Simone Pillon: “oh, ma tutti professori di egittologia oggi?“.
Nessuna dichiarazione, per ora, a difesa di Akhenaton, ma si vocifera di una mozione non ancora calendarizzata in Senato, dove si affermerà che anche lui, in fondo, era parente di Mubarak.