Soci banche azzerate, lettera della Ue pubblicata da VicenzaPiù: Gelmini, Zanettin e Brunetta “interrogano” il ministro Tria

Giovanni Tria in Commissione
Giovanni Tria in Commissione
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Di seguito l’interrogazione parlamentare della capogruppo di Forza Italia on. Mariastella Gelmini e dei suoi colleghi deputati, il vicentino Pierantonio Zanettin e il veneziano Renato Brunetta, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria che “non sapeva” della lettera riportata nell’articolo di VicenzaPiù

Già l’On. Renato Brunetta, nel corso della discussione della legge di bilancio e con interrogazione in data 28.12.2018 aveva avvertito il Governo, del rischio di una procedura di infrazione Ue per aiuti di Stato relativamente al fondo  inserito nella recente legge di bilancio per risarcire i risparmiatori truffati dalle banche.

Il Governo aveva immediatamente smentito ogni problema.

Ieri nel corso di una conferenza stampa il vice Premier Di Maio ha reso noto che “è arrivata  una lettera dell’Ue che dice che non possiamo usare la misura per risarcire i truffati delle banche”.

Il sito di informazione VicenzaPiù ha pubblicato stralci della lettera pervenuta dalla UE ed indirizzata al Dott. Alessandro Rivera, direttore Generale del Ministero del dipartimento del Tesoro, riportati di seguito:

«La Commissione conosce l’importanza di indennizzare gli investitori in caso di “misselling” e le conseguenze devono essere a carico del responsabile della stessa banca. Se ciò non è possibile perché tale responsabile ha lasciato il mercato, la compensazione può avvenire – come già accaduto in passato – seguendo taluni criteri: i) il giudizio di una corte o il parere di un arbitro che accerti formalmente che si sia trattato di misselling o almeno la fissazione di criteri che assicurino che il rimborso sia dovuto a ragioni di urgenza sociale; ii)  l’uscita dal mercato del venditore dei prodotti finanziari; iii) la destinazione della misura ad investitori non professionali; iv) il pagamento della compensazione solo dopo aver posto in atto il burden sharing».

Detto ciò per la Commissione «è importante che ogni previsione nazionale in materia sia compatibile con la normativa ed i principi europei così da assicurare che una siffatta compensazione con i soldi dei contribuenti sia ritenuta una misura sociale ex post volta a compensare gli investitori retail vulnerabili. La Commissione monitora affinché le nuove leggi adottate dagli Stati membri siano compatibili con il diritto dell’Unione».

La nota si conclude con una richiesta:

le saremmo grati se provvedesse a rispondere entro il 31.01.2019. Speriamo che, ai fini dell’adozione del decreto, possa tenere in considerazione gli aspetti evidenziati in questa lettera».

Non risulta invece la data in cui detta nota è pervenuta al destinatario, anche se il termine indicato per la risposta sembra presupporre che sia arrivata ai primi di gennaio.

Solo pochi giorni fa, e precisamente il 17.1,  a Montecitorio il  ministro Tria, a precisa domanda del gruppo di Forza Italia, aveva testualmente dichiarato: “voglio sgombrare il campo e finora fino a poche ore fa non c’è assolutamente nessuna lettera o azione neppure informalmente di critica” della Commissione EU”

Per sapere

1) se il gli stralci  pubblicati da VicenzaPiu corrispondano al testo della lettera pervenuta al Dott. Rivera dalla UE

2) quando tale  lettera sia pervenuta presso gli uffici del MEF

3) se il Governo abbia risposto alla Commissione Europea nel rispetto del termine del 31 gennaio

4) in caso di risposta affermativa i termini ed i contenuti della risposta.

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