Sol Invictus: l’ultima creazione della Compagnie Hervé Koubi al Danza in Rete Festival, giovedì 18 aprile al Teatro Comunale di Vicenza.

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Compagnie Hervé Koubi Hervè Koubi, Sol Invictus (ph Chochon Véronique)
Compagnie Hervé Koubi Hervè Koubi, Sol Invictus (ph Chochon Véronique)

Ancora una volta il Danza in Rete Festival, promosso dalla Fondazione Teatro Comunale di Vicenza e dalla Fondazione Teatro Civico di Schio, si arricchisce di una presenza internazionale di prestigio con il ritorno della Compagnie Hervé Koubi con “Sol invictus”. Il 18 aprile, nella Sala Maggiore del Teatro Comunale di Vicenza, alle 20.45, si terrà una performance dell’ultimo lavoro di Hervé Koubi, “Sol Invictus”, debuttato a settembre al Festival Oriente Occidente e accolto con entusiasmo al Joyce Theater di New York a gennaio. “Sol Invictus”, o il sole invincibile, è una creazione vibrante e piena di energia vitale, eseguita da diciotto eccezionali danzatori provenienti da Europa, Brasile, Asia, Nord Africa e Stati Uniti. Il messaggio di Koubi, che predica il superamento delle barriere culturali e linguistiche attraverso la danza classica, urbana e acrobatica, risuona in questo lavoro che celebra l’indomito ‘sole’ interiore e l’unione nella diversità.

Prima dello spettacolo, alle 20.00 al Ridotto del Teatro, Franco Bolletta guiderà un incontro per discutere del cammino artistico di Hervé Koubi, recentemente nominato Cavaliere delle Arti e delle Lettere in Francia. Sarà un’occasione per approfondire il nuovo spettacolo di Koubi, che si propone come un manifesto di integrazione e dialogo interculturale.

Attraverso “Sol Invictus”, Koubi esplora ulteriormente le sue radici algerine e l’interconnessione tra diversi background culturali, unendo quindici danzatori in una performance che è sia collettiva che personale. Le nuove aggiunte alla compagnia includono tre danzatrici, che contribuiscono con le loro potenti interpretazioni individuali a questo dialogo artistico. Koubi descrive lo spettacolo come un inno al potere salvifico della danza e un rifiuto delle narrazioni storiche restrittive, proponendo invece un dialogo continuo tra le culture mediterranee e globali.

La partitura musicale varia tra le composizioni di Mikael Karlsson e Maxime Bodson, opere di Steve Reich e la Sinfonia n. 7 di Beethoven, mentre una scenografia imponente con una grande tela dorata simboleggia il sole centrale nel concept dello spettacolo. “Sol Invictus” non è solo una referenza al dio romano del sole, ma rappresenta anche un rituale di passaggio dai giorni più oscuri verso un futuro luminoso e speranzoso.