
Le minacce ad Adriano Cappellari hanno sollevato un’ondata di indignazione e solidarietà che unisce le istituzioni politiche e i rappresentanti della categoria giornalistica. Il cronista vicentino, collaboratore de L’Altopiano, è finito nel mirino di anonimi per un suoarticolo riguardante l’attività di don Maurizio Patriciello a Caivano, ricevendo intimidazioni estese anche alla redazione (leggi qui).
Sulla vicenda è intervenuto con decisione il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, che ha espresso la propria vicinanza al giornalista di Enego. “La libertà di stampa è uno dei fondamenti della nostra società civile, garanzia di libertà e democrazia”, ha dichiarato Stefani, sottolineando come ogni intimidazione a un cronista rappresenti un pericolo per l’intera comunità. Il Governatore ha definito inaccettabile l’attacco a chi tiene alta l’attenzione sulla difesa della legalità, auspicando che le indagini assicurino rapidamente i responsabili alla giustizia.
Al coro di solidarietà si sono uniti l’Ordine dei Giornalisti del Veneto e il Sindacato Giornalisti Veneto. In una nota congiunta, le sigle di categoria hanno ribadito la vicinanza a Cappellari e alla redazione de L’Altopiano, evidenziando come l’unica “colpa” dei colleghi sia stata quella di dare voce a un difensore della legalità in una terra martoriata dalla violenza.
Secondo le istituzioni giornalistiche, l’impegno del cronista vicentino non lo vede isolato, ma fa parte del DNA di tutti i professionisti dell’informazione che si oppongono a ogni forma di sopraffazione.
Il caso, che coinvolge anche pesanti minacce indirizzate alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e allo stesso don Patriciello, resta al centro delle indagini degli inquirenti per risalire alla matrice del gesto.


































