
Solidarietà UCOII a Pizzaballa dopo il divieto di accesso al Santo Sepolcro per la Messa delle Palme. L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia parla di ferita per tutta l’umanità e chiede il rispetto della libertà religiosa a Gerusalemme per cristiani, musulmani e fedeli di ogni confessione.
Solidarietà UCOII a Pizzaballa e appello per la libertà di culto a Gerusalemme
Solidarietà UCOII a Pizzaballa dopo quanto accaduto al Santo Sepolcro, dove al cardinale Pierbattista Pizzaballa e al Custode di Terra Santa padre Francesco Ielpo è stato impedito di raggiungere la Basilica per la celebrazione della Messa della Domenica delle Palme.
L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia ha espresso «profonda indignazione» e piena vicinanza al Patriarca latino di Gerusalemme, definendo l’episodio un fatto grave e senza precedenti. Secondo l’UCOII, impedire l’accesso al più sacro luogo del culto cristiano non colpisce solo le persone direttamente coinvolte, ma ferisce milioni di credenti nel mondo e incrina il principio stesso della libertà religiosa.
Nel messaggio diffuso dall’organizzazione, il presidente Yassine Baradai ha sottolineato come quanto avvenuto al Santo Sepolcro colpisca ogni fedele, indipendentemente dalla religione di appartenenza. Gerusalemme, ha ricordato, è città di incontro tra tradizioni spirituali diverse e quando si impedisce a un uomo di fede di pregare in un luogo sacro viene calpestata la dignità dell’intera umanità.
L’UCOII ha inoltre richiamato una sofferenza che i musulmani dichiarano di conoscere direttamente, citando le restrizioni che da anni interessano la moschea di Al-Aqsa. In questo senso, la solidarietà UCOII a Pizzaballa assume anche il significato di un appello comune tra credenti, fondato sulla difesa reciproca della libertà di culto nei luoghi santi di Gerusalemme.
Nel comunicato viene richiamata anche la voce di Papa Leone XIV, che nella Domenica delle Palme ha espresso vicinanza ai cristiani del Medio Oriente, spesso impossibilitati a vivere pienamente i riti di questi giorni santi a causa della guerra e delle tensioni in corso.
L’organizzazione islamica chiede quindi alla comunità internazionale di condannare fermamente ogni restrizione alla libertà religiosa, di esigere il ripristino del libero accesso ai luoghi santi per tutti i fedeli e di proteggere lo Status Quo che regola questi spazi, considerati patrimonio dell’intera umanità.
La vicenda del Santo Sepolcro, letta attraverso la solidarietà UCOII a Pizzaballa, riporta così al centro del dibattito pubblico il tema del rispetto dei luoghi sacri e della convivenza religiosa in una città che continua a essere, allo stesso tempo, simbolo di fede e terreno di tensione.





























