“Un altro supermercato a San Lazzaro. Ne avevamo davvero bisogno”? 

Lo chiedono al sindaco di Vicenza Francesco Rucco con una interrogazione scritta i consiglieri comunali di Per una Grande Vicenza. Il testo è firmato da Raffaele Colombara, Alessandra Marobin, Otello Dalla Rosa, Cristiano Spiller.

Ancora rotatorie in cambio di supermercati – si legge nel documento – ma questa Giunta fa l’interesse della città e dei cittadini? Rucco si nasconde dietro la scusa del Piano casa, ma la verità è che non ha avuto il coraggio di opporsi.

Alla fine, l’apertura indiscriminata di nuovi supermercati a Vicenza continua: l’ultimo è un’altra nuova struttura prevista lungo viale San Lazzaro, nell’area Piva gomme, e lì innestata attraverso la nuova rotatoria, prevista da questa amministrazione nei lavori di rifacimento di viale San Lazzaro.

Abbiamo veramente bisogno di un’altra superficie di vendita lungo un asse dove è già massiccia la presenza di strutture commerciali? 

E così la Giunta Rucco, che a parole aveva dichiarato di voler preservare il commercio di vicinato e di volersi opporre a queste nuove strutture, si sta confermando l’amministrazione delle rotatorie in cambio di supermercati. 

Oggi più di 150, molti dei quali autorizzati in questi quattro anni.

Questa vicenda è lo specchio dell’Urbanistica a Vicenza in questi ultimi anni: senza idee e senza un vero Assessore. Abbandonata a se stessa. Accordi al ribasso e nessuna visione per una città realisticamente a misura dei cittadini.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: una città in cui le uniche nuove costruzioni sono supermercati che, alla fine di questa guerra commerciale in atto tra le grandi catene della distribuzione, fatta di continue nuove aperture, rischia di lasciare profonde ferite nel tessuto urbanistico della città e, soprattutto, lascerà scatoloni di cemento vuoti in mezzo ai quartieri, con buona pace dei residenti e del degrado che porteranno.

Avevamo paventato la possibilità che nascesse all’ex Piva gomme un nuovo supermercato ancora alla fine del 2018. Nel marzo 2019 avevamo interrogato a riguardo l’amministrazione. L’amministrazione Rucco si era trincerata in quel periodo, e presumibilmente lo farà anche in questa occasione, dietro la scusa di avere le mani legate dal “Piano casa“ regionale, che permetteva questi obbrobri. 

Al riguardo ricordiamo come in quei mesi i cittadini avevano firmato numerosi (più di 1.500) una petizione che sosteneva una proposta contro il continuo proliferare di strutture commerciali in città. Lo faceva con una Mozione (“ INVERTIRE LA ROTTA Meno supermercati, più idee per i quartieri”) presentata in Consiglio comunale e formulata seguendo alcune indicazioni che venivano proprio da tecnici ed operatori che ben conoscevano le norme ed avevano suggerito alcune contromosse. 

Ebbene, quella proposta, ricordiamolo, è stata poi bocciata da questa Giunta in Consiglio comunale alla fine del 2019.

Quindi, se il Permesso a costruire all’ex Piva gomme verrà nei prossimi giorni rilasciato sarà anche perché non c’è stata la volontà politica di operare per il bene della città, intervenendo con gli strumenti a disposizione. 

Alla fine quelli che risultano penalizzati sono proprio i cittadini, il commercio di vicinato e l’identità dei quartieri.

Nello specifico, poi, bisogna ricordare la particolarità di quell’area, a lungo al centro di una questione anche urbanistica, rispetto alla sua destinazione.

Una sentenza del Tar, passata in giudicato, aveva accolto le motivazioni dei proprietari dell’area e annullato la previsione del Comune, che trasformava il comparto come residenziale e l’univa all’area Lanerossi ai Ferrovieri attraverso un cavalcavia che partiva da Piva Gomme. 

La destinazione rimane quella attuale, compatibile con attività commerciali, come un supermercato.

Perché il Comune non si era appellato in quella occasione, dimostrando concretamente l’intenzione di opporsi a una struttura commerciale? Il PI ha poi recepito tale sentenza?

Tutto ciò premesso – concludono – si chiede al signor Sindaco di riferire per iscritto quanto prima su quanto sopra esposto”.