La nazionale azzurra di Hockey pista conquista l’argento ai Mondiali in Argentina, battuta in finale dalla Repubblica Ceca con il risultato di 7-3, ed esce a testa alta dalla finale e da un grande mondiale.

L’Italia arriva in finale dopo tante sfide importanti e dopo delle belle vittorie come contro Canada,  Spagna ai Quarti di finale, battuta per 4-2, e Stati Uniti in semifinale, grandi favoriti, ma battuti grazie ad una prova di gran carattere dei nostri ragazzi in rete con Lettera e Dal Sasso, splendido il suo gol.

Nella finale non riesce l’impresa contro una grande squadra che con concretezza ed esperienza riesce a sfruttare le occasioni a favore e le incertezze degli azzurri, sicuramente emozionati ed anche stanchi per le energie spese nelle sfide precedenti. Dispiace perché i ragazzi hanno lottato e ce l’hanno messa tutta, e non sono certo stati fortunati, contro una formazione favorita per la vittoria e che è stata molto cinica e spietata in attacco e attenta e sostenuta dall’ottima prestazione del portiere, premiato come miglior golie del torneo, in difesa.

Gli azzurri hanno dimostrato e confermato di avere talento, cuore e carattere, hanno giocato un gran mondiale, soffrendo, sacrificandosi in certi momenti, facendo vedere un bel gioco e anche di avere ancora tante potenzialità e margine per crescere. Quindi l’appuntamento con la medaglia d’oro è solo rimandato.

Durante il match il risultato non è mai stato in discussione, ma il punteggio, soprattutto quando gli avversari sono arrivati al 6-1, è sicuramente bugiardo.
Nel primo tempo, dopo il doppio vantaggio della Repubblica Ceca, a segno anche in power play, gli azzurri per un attimo tornano in gara con il gol di Fabrizio Pace, che accorcia le distanze, ma subito, appena ripreso il gioco, gli avversari allungano sul 3-1 tagliando un po’ le gambe ai nostri. Cambio del portiere, dentro Facchinetti e fuori Mai, ma è di nuovo la Repubblica Ceca ad andare in gol, 4-1. Ci provano Dal Sasso e Ferrari, ma dopo un paio di brividi sotto porta si va al riposo sul 4-1. Nella ripresa la musica non cambia: qualche errore pagato caro, con Fiala che porta i suoi sul 5-1, poi Facchinetti si supera su Fiala ed è il portiere avversario a salvare su Dal Sasso servito da Pace. Gli azzurri ci provano, ma in rete va di nuovo la Repubblica Ceca che si porta sul 6-1. L’Italia però non molla e ci prova fino all’ultimo, riuscendo ad accorciare le distanze, prima con Bellini e poi con Ferrari. Negli ultimi secondi gol a porta vuota per gli avversari che chiudono la gara in vantaggio per 7-3 e conquistano con merito il titolo.
Delusione e rammarico negli occhi degli azzurri a fine gara, ma ci deve essere anche la consapevolezza di aver giocato un ottimo torneo e di avere tante speranze e possibilità per il futuro.

“In conclusione se facciamo un bilancio non ci possiamo lamentare di questo mondiale – ha dichiarato a sangue freddo in giornata Fabrizio Pace, autore della rete che per una manciata di secondi ha riaperto le speranze. – Abbiamo fatto un torneo quasi perfetto, oserei dire. All’ultimo per l’ennesima volta non siamo riusciti a concludere l’ultimo passo ed è andata così. Personalmente però è stata una grande esperienza perché il livello, a dispetto di quanto avevano detto, era alto, un ottimo livello ed è andata veramente bene. Lla squadra ha dimostrato di essere forte e mi è piaciuto molto giocare con tutti quanti”.
“Il bilancio di questo mondiale è sicuramente positivo – gli fa eco il compagno di linea Davide Dal Sasso. – Abbiamo dimostrato di essere una gran squadra, fra le migliori al mondo. Sicuramente c’è tanto rammarico perché la finale potevamo giocarla alla pari e l’avevamo dimostrato durante i gironi.  Purtroppo non è andata così e in questa partita di finale hanno meritato loro. Resta solo da imparare da questa sconfitta e sono sicuro che quel momento arriverà. C’è un bellissimo gruppo, giovane e con un potenziale altissimo, e credo che nei prossimi anni potrà togliersi tante soddisfazioni”.

– E a livello personale che voto ti dai?
“Per quanto mi riguarda, sono contento del mondiale che ho disputato. C’è un po’ di rammarico perché in finale forse potevo dare qualcosa in più per aiutare i miei compagni. Però nel complessivo posso dire di  essere contento”.
“Il bilancio del mondiale credo sia positivo – aggiunge Tobia Vendrame, già proiettato sui prossimi impegni.- Abbiamo dimostrato di essere una squadra forte che se la può giocare con tutti. C’è molto rammarico per la finale, ma sono sicuro che ci potrà servire come esperienza per il futuro. Abbiamo incontrato squadre fortissime, ma purtroppo non siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo principale. Adesso dobbiamo tornare in Italia con la testa e pensare a sabato che ci aspetta il campionato”.

E dai “vecchi”, classe ’98 Vendrame, ‘97 Dal Sasso e ’95 Pace, passiamo ai giovani, ovvero Lorenzo Campulla, classe 2005 che dopo aver disputato il mondiale con la nazionale junior è rientrato nel roster dei senior: “Un gruppo fantastico, una famiglia, un torneo andato perfettamente fino all’ultima partita, quella che alla fine contava di più. C’è dispiacere sicuramente per aver mancato l’occasione di portare a casa l’oro, ma c’è anche tanto orgoglio per aver vinto un argento e per le vittorie, su tutte quella contro USA. Tanta consapevolezza di cosa può arrivare nei prossimi anni, avendo un gruppo giovane e talentuoso quindi non vediamo l’ora di riprenderci la rivincita l’anno prossimo!”.

Conclude, per i Diavoli chiamati in nazionale e protagonisti di questo mondiale, Francesco Campulla, un altro giovane, classe 2000: “Abbiamo disputato un gran mondiale, da squadra con la S maiuscola. Non possiamo che essere fieri del lavoro svolto negli ultimi anni da staff e giocatori dentro e fuori dal campo. Per un argento mondiale c’è certamente da essere contenti, anche se il rammarico per la sconfitta in finale rimane”.

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