Testa disposto a rimettere il mandato Agsm Aim se Verona e Vicenza non si ricompattano

731
Federico Testa presidente AGSM AIM
Federico Testa, presidente AGSM AIM

Il presidente di Agsm Aim Federico Testa è disposto a rimettere il mandato se i comuni soci di Verona e Vicenza non si compattano. Una ennesima dimostrazione di quanto sia delicata la situazione, attualmente e da diverso tempo, nella società fornitrice di servizi energetici a un vasto territorio.

Il caos – lo ricordiamo – è stato innescato, quando il precedente Consiglio di Amministrazione, ora parzialmente rimosso e reintegrato anche con l’ingresso proprio del professor Testa, poi nominatone presidente della società a capitale interamente pubblico, nata nel 2021 dalla fusione tra AGSM Verona e AIM Vicenza, ha tentato, su iniziativa del consigliere delegato Quaglino, di acquisire il 35 percento di Compago, holding lombarda del settore servizi luce e gas.

Un tentativo stoppato, con innegabili influenze della politica con Verona e Vicenza su fronti opposti, e che ha attirato l’attenzione degli organi giudiziari: oltre a una inchiesta della magistratura su indagini della guardia di finanza, recentemente il collegio sindacale di Agsm Aim ha denunciato al tribunale delle imprese presunte irregolarità nell’operazione Compago Srl (leggi qui).

Ma torniamo alle esternazioni di Testa che, come apprendiamo da Il Giornale di Vicenza e da altri media veneti, sono contenute in una lettera inviata dall’attuale presidente ai soci, cioè ai sindaci di Verona e Vicenza, rispettivamente Damiano Tommasi e Francesco Rucco.

È in essa che Testa sostiene di essere pronto a mettere a disposizione il mandato se Verona e Vicenza non si compatteranno negli intenti. Secondo il presidente ci sono motivi di ottimismo per il ruolo economico che l’azienda può recitare, ma non in queste condizioni.

Condizioni che, se dovessero persistere, “temo che Agsm Aim non sarà in grado di affrontare adeguatamente le sfide che ha davanti. Con pregiudizio dei cittadini e del loro diritto di vedere sfruttate al massimo le potenzialità di quello che è un patrimonio che è innanzitutto loro“, scrive Testa.