Torino, Manildo (PD) e Zaramella (Vicenza): “Violenza inaccettabile, piena solidarietà a feriti e istituzioni”

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Askatasuna, troupe Rai aggredita a Torino da antagonisti
Askatasuna, troupe Rai aggredita a Torino da antagonisti

Dopo i gravi scontri a Torino arrivano nuove prese di posizione dal Veneto. Il capogruppo PD Giovanni Manildo e il presidente del Consiglio comunale di Vicenza Massimiliano Zaramella condannano la violenza e ribadiscono solidarietà alle forze dell’ordine e ai feriti.

Prosegue il fronte di condanna politica e istituzionale dopo i violenti scontri avvenuti a Torino durante una manifestazione degenerata in aggressioni alle forze dell’ordine e a operatori dell’informazione. Dal Veneto arrivano nuove prese di posizione nette, accomunate dal rifiuto di ogni ambiguità di fronte alla violenza.

Torino, Manildo (PD) e Zaramella (Vicenza): violenza inaccettabile

Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto, Giovanni Manildo, è intervenuto con una nota definendo «molto grave» quanto accaduto. «Le manifestazioni hanno senso e dignità solo se pacifiche – afferma –. Chi decide di mettere a ferro e fuoco una città, usando violenza e ferendo forze dell’ordine e operatori dell’informazione, è un violento da condannare senza esitazione». Manildo parla esplicitamente di «metodi squadristi», richiamando una definizione già utilizzata nel dibattito nazionale.

L’esponente dem auspica quindi una risposta rapida delle autorità, chiedendo che i responsabili vengano identificati e assicurati alla giustizia. «In questo momento difficile – aggiunge – esprimo la massima solidarietà alle forze dell’ordine, agli operatori dell’informazione, al sindaco Lo Russo e a tutta la città di Torino». Per Manildo, la deriva violenta di alcune piazze rappresenta un attacco diretto ai valori del confronto democratico.

Alla condanna si unisce Massimiliano Zaramella, presidente del Consiglio comunale di Vicenza con delega a Salute e Benessere, che ha indirizzato una lettera al presidente del Consiglio comunale di Padova Antonio Foresta, chiedendo di far pervenire la propria vicinanza ad Alessandro Calista, ai suoi familiari e ai colleghi del Reparto Mobile di Padova.

Nella lettera, Zaramella definisce «una ferita profonda per ogni cittadino italiano» le immagini dell’agente Calista a terra, circondato e selvaggiamente picchiato da un gruppo di aggressori mascherati mentre tentava di proteggersi a mani nude. Un episodio che viene definito «inaccettabile in uno Stato democratico e di diritto».

Zaramella richiama quindi il dovere delle istituzioni e della collettività di proteggere e rispettare le forze dell’ordine, affinché possano operare nelle migliori condizioni possibili. Ricorda inoltre che l’agente ferito stava svolgendo una funzione essenziale: tutelare l’ordine pubblico e difendere anche l’articolo 17 della Costituzione, che garantisce il diritto dei cittadini a riunirsi e manifestare pacificamente.

Da qui l’appello conclusivo: la solidarietà più convinta dovrebbe arrivare anche da chi ha manifestato pacificamente, perché l’esercizio di quei diritti è possibile proprio grazie a chi li tutela ogni giorno. Un messaggio che, pur provenendo da ruoli e contesti diversi, converge su un punto comune: la violenza non è mai protesta e va condannata senza distinguo.