Tubature anti-pfas: arriva una replica della Regione Veneto con una nota tecnica alla consigliera regionale di Europa Verde Cristina Guarda. “Nulla c’entra con il piano anti-Pfas, nulla c’entra la Regione, perché il piano depuratori è competenza del gestore idrico integrato”, si legge nella nota con le precisazioni di dirigenti e tecnici di competenza della Regione Veneto.
La consigliera Guarda aveva denunciato “ritardi accumulati per le nuove tubazioni acquedottistiche anti-Pfas”, dopo l’annuncio da parte del CdA di Viacqua di “revocare il bando da oltre 80 milioni di euro per l’ampliamento del depuratore di Casale a Vicenza”.
L’opera in questione non è una di quelle emergenziali di competenza del commissario delegato per l’emergenza PFAS, che sta rispettando il cronoprogramma degli interventi, in parte già completati visto che l’ultimo stralcio sarà concluso questa estate. Va inoltre ricordato che i veneti in questo momento sono gli unici in Italia ad avere un’acqua analizzata e controllata, con limiti più restrittivi d’Italia. L’acqua potabile distribuita ai cittadini veneti è dunque assolutamente sicura”.
Nel dettaglio la “condotta acquedottistica prevista da Veneto Acque e inserita nell’appalto dei lavori per la razionalizzazione e riorganizzazione del sistema fognario e depurativo dell’agglomerato urbano di Vicenza (cd “Appalto di Casale”) il cui bando è stato revocato ieri dal Cda di Viacqua ( in attesa di una necessaria revisione dei prezzi, vista la particolare situazione congiunturale mondiale) nulla c’entra appunto con il Piano emergenziale varato a suo tempo dal Commissario Straordinario per l’emergenza PFAS, la cui finalità è la sostituzione delle fonti idropotabili contaminate da PFAS.
Gli interventi in via di conclusione – concludono dirigenti e tecnici regionali – garantiranno acqua priva di Pfas a tutti i veneti colpiti dall’emergenza indipendentemente dall’esecuzione dell’appalto di Casale. La condotta di Veneto Acque prevista nell’appalto di Viacqua, è inserita infatti in un programma più ampio di infrastrutture acquedottistiche finalizzato a garantire ridondanza e flessibilità al sistema al modello strutturale degli acquedotti del Veneto”.