L’Ucraina spedisce il grano, ma servirà di più per allentare la morsa della fame in Medio Oriente e l’Africa

Grano dall'Ucraina verso i Paesi poveri
Grano dall'Ucraina verso i Paesi poveri

Lunedì, una nave che trasportava grano ha lasciato, destinazione Libano, il porto di Odessa per la prima volta da quando la Russia ha invaso l’Ucraina a febbraio, dopo l’intesa tra i due Paesi per il trasporto sicuro dei cereali mediata da Turchia e Nazioni Unite. I grandi silos ucraini contengono oltre 20 milioni di tonnellate di grano che ora possono essere distribuiti tra il Medio Oriente e l’Africa che più degli altri stavano combattendo con la scarsità di risorse.

Altre sedici navi colme di grano dovrebbero partire nei prossimi giorni, navigando nelle acque minate del Mar Nero. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, tuttavia, ha avvertito che questa crisi potrebbe durare per anni. La sua portata – alimentata dalle guerre, dalla devastazione economica dovuta alla pandemia e dalle condizioni meteorologiche estreme spesso peggiorate dai cambiamenti climatici – è così impegnativa che al momento non se ne vede la fine. Secondo il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, ben 50 milioni di persone in 45 Paesi sono sull’orlo della carestia. Nei venti più colpiti, è probabile che la situazione peggiori sostanzialmente entro la fine dell’estate. Gli esperti affermano che non è chiaro quanto del grano ucraino raggiungerà le persone affamate in luoghi come il Corno d’Africa, dove una siccità che dura almeno da quattro anni ha lasciato 18 milioni di persone ad affrontare la fame, o l’Afghanistan, dove oltre la metà della popolazione non mangia abbastanza. Tra il 2005 e il 2014, il numero di persone denutrite, misurato dall’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura, è sceso di quasi il 30% a 572 milioni da 806 milioni. Un obiettivo ambizioso per eliminare la fame nel mondo entro il 2030, adottato in un vertice nel 2015, sembrava a portata di mano. Allora, gran parte del cibo proveniva dalla Cina e dall’India, dove il boom economico aveva sollevato decine di milioni di persone dalla povertà. In Africa, dove il 20% delle persone soffre la fame, i progressi sono stati estremamente più lenti.

Fonte The Vision