Unione Popolare Vicenza affronta lo spinoso tema della retribuzione oraria minima prendendo spunto dalla vicenda di Battistolli Servizi Integrati Srl, che ha deciso di disdire il CCNL della vigilanza privata e servizi di sicurezza firmato recentemente dalle sigle confederali, per applicare il contratto di settore sottoscritto – scrive UP Vicenza – “da Ugl e da altre sigle di comodo della galassia dei sindacati gialli” (termine utilizzato in ambito giornalistico per indicare organizzazioni sindacali che si ritengono di fatto asservite al datore di lavoro o ad altri soggetti i cui interessi sono contrapposti a quelli dei lavoratori, ndr).

unione popolare rifondazione comunista
unione popolare rifondazione comunista

Per Unione Popolare Vicenzatutto ciò dipende da una legislazione che favorisce apertamente i padroni, ma soprattutto dipende dall’assenza di una legge che imponga un salario minimo legale che stabilisca, come accade in Francia, Inghilterra, Germania e in altri paesi, una soglia invalicabile verso il basso nella contrattazione collettiva“.

È questo il motivo per UP Vicenza per cui “nonostante la miseria dell’aumento di 28 centesimi all’ora complessivi e spalmati sull’intera durata del contratto, che inchiodano le lavoratrici e i lavoratori del settore nell’inferno delle paghe da fame, a salari sotto la soglia della povertà relativa, in netto contrasto con l’art 36 della Costituzione, l’azienda vicentina sceglie di applicare il contratto che ritiene di miglior favore per sé nella giungla degli accordi sindacali pirata”.

Unione Popolare da un mese è impegnata in tutto il Paese nella campagna di raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per un salario minimo di 10 euro all’ora, rivalutabili automaticamente in base all’inflazione visto che “né la pandemia né la crescita dei prezzi conseguente alla guerra, hanno intaccato i profitti e le rendite finanziarie, mentre hanno inesorabilmente schiacciato verso il basso salari, stipendi e pensioni. Affitti, generi alimentari, prodotti di largo consumo sono aumentati mentre i ceti popolari sono privati della possibilità di vivere dignitosamente. Le miserabili mance del governo, accompagnate da provvedimenti che allargano la precarietà e la incentivano, non sono la soluzione“.

L’unica soluzione possibile per il salario minimo per Up Vicenza, quindi,  è portare “la nostra mobilitazione e denuncia nei luoghi dove si concentra il lavoro povero e sfruttato. Battistolli a presto!“.